Covid, timori in Vaticano: positive quattro guardie svizzere. I primi divieti in arrivo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:05

I contagi Covid tengono in apprensione anche il Vaticano, che fa registrare un aumento dei positivi. Quattro guardie svizzere sono state infettate dal virus. Una stretta è necessaria: in arrivo i primi divieti

Covid-19 spaventa il Vaticano: quattro positivi tra le guardie svizzere – meteoweek.com

 

I contagi da Covid-19 continua a salire anche dentro Città del Vaticano. I timori fanno capolino: dopo i casi della scorsa settimana, questo week-end quattro guardie svizzere sono risultate positive al coronavirus, portando a sette il numero di positivi dentro alle mura vaticane, di cui tre residenti. Le guardie, che presentano sintomi, sono state isolate e adesso, come spiega il direttore della sala stampa vaticana, Matteo Bruni, si procederà per gradi.

“Si sta procedendo alle verifiche necessarie tra quanti possono essere stati in contatto diretto con loro. Nel frattempo, come da disposizioni emanate la scorsa settimana dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, tutte le guardie, in servizio e non, portano le mascherine, all’aperto e al chiuso e osservano le misure sanitarie prescritte”.

In arrivo nuove restrizioni per contenere il contagio da Covid-19

Secondo una lettera interna inviata a sottufficiali e guardie – citata dai media svizzeri – nuove restrizioni sono state immediatamente applicate. La notizia era nell’aria e ha trovato conferma nella giornata odierna. Ad esempio, il quartiere è praticamente isolato e sta per essere emesso un divieto di congedo.

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E’ il primo passo, ne seguiranno altri nelle prossime ore. “Le quattro guardie – spiega ancora Bruni – si vanno ad aggiungere ad altre tre positività riscontrate nelle ultime settimane tra residenti e cittadini dello Stato, tutti con sintomi lievi, e per i quali sono state osservate tutte le necessarie misure di isolamento presso la propria abitazione e verifica delle persone coinvolte”. Già durante la prima ondata di Covid-19, avvenuta tra marzo e aprile, nel Vaticano e negli ambienti circoscritti erano state riscontrati diversi casi di positività. L’allerta è subito scattata per evitare che il focolaio possa crescere a dismisura.