Covid, Conte e Speranza firmano il dpcm: ecco le nuove restrizioni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:51

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il ministro della Salute, Roberto Speranza, hanno firmato il nuovo dpcm con le nuove restrizioni per contrastare il contagio da Covid.

Nuovo dpcm Conte Speranza

Le misure anti contagio del nuovo dpcm firmato saranno valide per i prossimi trenta giorni.

Questo è quanto prevede il nuovo dpcm

Divieto di feste private al chiuso o all’aperto

Il divieto di feste private al chiuso o all’aperto e “forte raccomandazione” a evitare di ricevere in casa, per feste, cene o altre occasioni, più di sei familiari o amici con cui non si conviva. Questa è la novità principale del nuovo dpcm.

Stretta sulla movida

Ristoranti e bar dovranno chiudere alle 24 ma dalle 21 sarà vietato consumare in piedi, di conseguenza potranno continuare a servire i clienti solo i locali che abbiano tavoli, al chiuso o all’aperto. Rimangono chiuse le sale da ballo e le discoteche, all’aperto o al chiuso, sono invece permesse fiere e congressi.

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Divieto di gite scolastiche e sport a contatto

Ritorna il divieto di gite scolastiche e anche lo stop al calcetto e agli altri sport di contatto svolti a livello amatoriale.


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Obbligo di mascherine in luoghi chiusi e all’aperto

L’articolo 1 del dpcm stabilisce che “è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande”. Dall’obbligo è escluso chi fa attività sportiva, i bambini sotto i 6 anni, i soggetti con patologie e disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. Viene inoltre “fortemente raccomandato” l’utilizzo dei dispositivi “anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi”.

Cinema e concerti

Per gli spettacoli rimane il limite di 200 partecipanti al chiuso e di 1000 all’aperto, con il vincolo di un metro tra un posto e l’altro e di assegnazione dei posti a sedere. Sono interrotti gli eventi che implichino assembramenti se non è possibile garantire le distanze. Le regioni e le province autonome possono stabilire, d’intesa con il Ministro della salute, un numero differente di spettatori massimo in base alle dimensioni e alle caratteristiche dei luoghi. Sono comunque fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome.

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Stadi

Per le competizioni sportive la presenza del pubblico è consentita, “con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori” all’aperto e 200 al chiuso. È richiesta la distanza di un metro e la misurazione della temperatura all’ingresso. Le regioni e le province autonome, in base all’andamento della situazione della pandemia nei propri territori, possono stabilire, d’intesa con il ministro della salute, un numero differente di spettatori massimo, in base alle dimensioni e caratteristiche dei luoghi e degli impianti; con riferimento al numero massimo di spettatori per gli eventi e le competizioni sportive non all’aperto, sono in ogni caso fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome.


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Sport

Sono vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere amatoriale. Gli sport di contatto sono consentiti, si legge nella bozza del dpcm, “da parte delle società professionistiche e a livello sia agonistico che di base dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP), nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi”.

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