Dpcm ottobre, tutte le novità per chiese, bar, ristoranti, parrucchieri e anche palestre

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:46

Dpcm ottobre, tutte le novità per chiese, bar, ristoranti, parrucchieri e anche palestre. A Messa i preti con mani igienizzati e guanti

Giuseppe Conte

Con l’entrata in vigore del nuovo Dpcm Conte, a partire da domani 14 ottobre, scattano nuove regole. A Messa è sempre vietato lo scambio del segno della pace, mentre per la comunione il celebrante e l’eventuale ministro straordinario dovranno curare l’igiene delle loro mani e indossare guanti monouso. Dovranno continuare a indossare la mascherina e dare l’ostia ai fedeli senza toccare le loro mani.

Invece nei ristoranti, bar, pub che hanno posti a sedere è necessario regolare l’accesso tramite prenotazione e conservare  l’elenco di coloro che hanno prenotato, per circa 14 giorni. In questi esercizi il numero di soggetti presenti all’interno del locale non può superare il numero dei posti a sedere.

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Niente assembramenti in chiesa, con accesso contingentato, regolato da volontari o collaboratori. Se le Messe sono troppo piene, bisognerà aumentare il numero delle celebrazioni. Per garantire accesso ordinato, rispettare distanza di sicurezza di 1,5 metri e se presenti, si usino più ingressi. Tornando ai ristoranti, consumare al banco è vietato tranne se si può garantire una distanza di sicurezza di 1 metro tra clienti. Non si può sostare nei pressi dei punti di ristoro dopo le ore 21.

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Nelle cerimonie quali matrimoni e battesimi il numero massimo di invitati è di 30 persone: bisogna conservare l’elenco dei partecipanti per 14 giorni. Riorganizzare gli spazi, per evitare assembramenti assicurare il metro di distanza tra utenti. Se possibile organizzare percorsi differenti per ingresso e uscita. Tra i tavoli va assicurato il mantenimento di almeno 1 metro di distanza tra ospiti, tranne che per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette a distanziamento interpersonale.

Negli alberghi è necessario misurare la febbre, e se la temperatura supera i 37,5 °C, l’accesso è vietato. Anche qui va rispettata la distanza di almeno 1 metro e differenziare i percorsi all’interno delle strutture. Il distanziamento interpersonale non è applicato a membri della stessa famiglia o conviventi, né a persone che occupano la stessa stanza per il pernottamento, né a persone che secondo disposizioni vigenti non sono soggette a distanziamento interpersonale.

Per quanto concerne parrucchieri, estetisti ecc.,  permettere l’accesso ai clienti solo prenotando e conservare l’elenco delle presenze per 14 giorni. Si può rilevare temperatura corporea e impedire l’accesso se la temperatura è superiore ai 37,5 °C.  Far accedere contemporaneamente un numero limitato di clienti a seconda della  capienza del locale. Riorganizzare spazi per garantire distanza di almeno 1 metro tra le singole postazioni di lavoro nonché tra clienti.

Nei supermercati e centri commerciali è possibile rilevare la temperatura corporea e impedire l’accesso in caso febbre oltre 37,5 °C.  Accedere all’esercizio a seconda delle caratteristiche di ogni negozio per evitare assembramenti e mantenere distanza di almeno 1 metro tra i clienti.

Garantire ampia disponibilità di prodotti igienizzanti per le mani. In caso di acquisti che il cliente può scegliere  in autonomia e manipolare il prodotto, è obbligatoria la disinfezione delle mani prima di manipolare la merce. Altrimenti bisognerà mettere a disposizione dei clienti guanti monouso da usare obbligatoriamente.

Nelle palestre, si entra con mascherine e dopo aver preso i nomi da conservare 14 giorni e rilevare la temperatura. Riorganizzare spazi negli spogliatoi e docce per assicurare distanze di almeno 1 metro. Regolamentare entrate e uscite, spazi di attesa, accesso alle varie aree, posizionamento di attrezzi e macchine e delimitare zone. La distanza di sicurezza deve essere di almeno 1 metro per chi in un determinato momento non sta svolgendo attività fisica, e almeno 2 metri mentre si fa attività fisica, soprattutto se intensa.