Mistero dell’Astigiano: un uomo inghiottito nel nulla

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:30

Sono in corso le ricerche di un uomo di 68 anni scomparso dalla sua abitazione di Migliandolo nell’Astigiano.

Mistero dell’Astigiano: un uomo inghiottito nel nulla – meteoweek

La sorella del 68enne ha escluso che il fratello, che non soffre di alcuna patologia, si possa essere allontanato con intenti suicidi, eppure un uomo è letteralmente scomparso nel nulla nei giorni scorsi nell’Astigiano. Le prime verifiche da parte dei Carabinieri hanno consentito di rinvenire all’interno dell’abitazione sia il telefono cellulare dell’interessato che i suoi documenti di identità. Non era neppure uscito con l’auto. Nessuno sa che fine abbia fatto. La scorsa notte, intorno all’una, la figlia dell’uomo è rientrata a casa e non lo ha trovato, così ha lanciato l’allarme.

Era uscita a mezzogiorno e da allora non l’aveva più sentito. Quando è tornata ha visto che in casa c’erano sia il telefono cellulare che i documenti di identità del padre, ma di lui nessuna traccia. Considerato che si tratta di una zona boschiva e isolata, sono al lavoro diverse squadre tra carabinieri di Portacomaro e vigili del fuoco e le ricerche continueranno per l’intera mattinata, con l’ausilio dei reparti cinofili. Nessun testimone lo avrebbe visto in zona. Che fine ha fatto il 68enne?

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I dati sugli scomparsi in Italia

Sono 61.826 le persone scomparse ancora da ritrovare in Italia. La maggior parte di loro, 45.028, sono minorenni, 1.627 hanno più di 65 anni. Lo aveva reso noto il Viminale in una nota raccontando che si trattava di un “trend  crescente negli ultimi anni”, e che dunque il fenomeno aveva raggiunto una dimensione che può considerarsi “fisiologica, e non più emergenziale”.

Per ritrovare le persone che hanno fatto smarrire le loro tracce serve “un’azione coordinata con i prefetti” sul territorio, ha aggiunto. Anche se il lavoro delle forze dell’ordine è sempre più efficace: dal primo gennaio 2020 a fine giugno, su quasi 5mila (4.833) denunce di scomparsa sono oltre la metà (3.052) le persone ritrovate. I numeri durante il periodo dell’emergenza sanitaria sono cresciuti anche in considerazione del presentarsi di patologie psichiche legate al confinamento prolungato e la paura per il futuro. Dal 1974 a oggi sono state presentare 250.008 denunce di scomparsa. Di queste, 188.182 riguardano soggetti che sono stati ritrovati, mentre 61.826 sono ancora quelli da ritrovare. Il 52,72% di loro (131.802) sono minorenni, mentre il 41,74%, (104.342) sono maggiorenni entro i 65 anni; solo il 5,5% (13.864) gli over 65.

I dati proseguono con elementi molto interessanti: a scomparire, sono stati soprattutto uomini – 157.027 (62,81%) a fronte di 92.981 donne (37,19%) – mentre, sotto il profilo della cittadinanza, prevale di poco quella italiana (129.280, il 51,71%) su quella straniera (120.728, il 48,29%). Tra le cause di scomparsa, prevale l’allontanamento volontario (115.623), mentre in molti altri casi la causa non è determinata (95.441). Si segnalano anche l’allontanamento da istituto o comunità (23.848) e la sottrazione da coniuge o da altro congiunto. La speranza è che nei prossimi mesi si possa invertire la tendenza spostandosi verso numeri meno drammatici.