Conte: “Misure mirate per i ristoranti”, ma la cassa integrazione non arriva

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nell’informativa di oggi al Senato, ha assicurato misure mirate per i ristoratori.

Conte: "Misure mirate per i ristoranti", ma la cassa integrazione non arriva
Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, durante l’informativa al Senato. Credit: SenatoItaliano Youtube

Misure mirate, anche immediate, per bar e ristoranti. Le ha annunciate oggi – mercoledì 21 ottobre – nella sua informativa al Senato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Il motivo? I due Dpcm emanati nelle ultime settimane, che ancora una volta danneggiano le attività di ristorazione. I nuovi provvedimenti, infatti, prevedono la chiusura dei locali a mezzanotte e il divieto di sostarne all’esterno dalle ore 18, nel caso degli esercizi commerciali non dotati di tavoli.

La salute come priorità

Prima di rivolgersi direttamente alla categoria dei ristoratori, il premier ha spiegato ancora una volta le ragioni delle sue decisioni durante i mesi più duri della pandemia. “L’esperienza di questi mesi ci ha anche dimostrato che tutelare prioritariamente la salute consente di difendere meglio e più efficacemente anche il tessuto produttivo del Paese. Sarebbe stato infatti impossibile preservare la produzione, tutelare il tessuto economico, trascurando la salute dei cittadini”, ha detto Conte in Senato.

Conte: "Misure per i ristoranti", ma la cassa integrazione non arriva
Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, durante l’informativa al Senato. Credit: SenatoItaliano Youtube

In arrivo misure mirate per bar e ristoranti

Poi ha assicurato l’impegno del governo nel proteggere le categorie più in difficoltà. E le attività di ristorazione, sicuramente, fanno parte di questo gruppo. “Siamo consapevoli che ad alcune categorie, mi riferisco soprattutto – ma non solo – al settore dei bar e dei ristoranti, i cui rappresentati ho voluto peraltro incontrare all’indomani dell’emanazione del Dpcm del 13 ottobre, chiediamo ulteriori sacrifici. A riguardo assicuro l’impegno del governo ad adottare misure di sostegno mirate a vantaggio di queste categorie produttive più duramente colpite. A tal fine, con la prossima Legge di Bilancio del 2021, il governo intende porre in essere una strategia che pur agendo con la prospettiva di medio e anche lungo periodo non trascuri misure immediate, ha specificato il premier.

Nessun aumento delle tasse nella Legge di Bilancio

E ha aggiunto: “In una fase ancora critica della congiuntura economica il Paese ha bisogno di ossigeno per poter tornare a correre e a ridurre al massimo l’incertezza. In generale la manovra mira a tutelare la stabilità economica del Paese, attraverso il mantenimento di un consistente stimolo fiscale alla nostra economia. Questo significa che non prevediamo nessun aumento delle imposte”. Nonostante a sua detta i dati economici di quest’anno siamo “più confortanti delle attese”, l’economia italiana stia “dimostrando un’elevata resilienza”, e gli indicatori del terzo trimestre si prospettino “decisamente positivi”, Conte non può negare che la pandemia ha messo in ginocchio centinaia di migliaia di lavoratori.

LEGGI ANCHE:

Il problema della Cassa integrazione

Infine il presidente del Consiglio ha annunciato la proroga della Cassa integrazione. Punto controverso quest’ultimo, dal momento che migliaia di lavoratori stanno ancora aspettando di essere pagati. Il settore della ristorazione denuncia il mancato arrivo della Cassa integrazione da Milano a Napoli, passando per Roma, dove oggi barman, cuochi, camerieri, pizzaioli si sono ritrovati questa mattina sotto al ministero dell’Economia, armati degli strumenti del mestiere.

Per rimediare a questa situazione, ha detto il premier Conte: “Inoltre nella Legge di Bilancio prevediamo un fondo i quattro miliardi di euro per il sostegno alle attività maggiormente colpite dalla crisi. Prendo ad esempio al settore del turismo, della cultura, dello spettacolo, della ristorazione. I contraccolpi della crisi sono ancora forti, e non è possibile in questa fase dismettere la rete di protezione disposta sin dall’inizio della crisi in favore dei lavoratori e delle imprese. Ed è per questa ragione che abbiamo rifinanziato un nuovo e ulteriore ciclo della cassa integrazione, prevedendo la gratuità della cassa integrazione in particolare per le aziende che hanno registrato perdite oltre una soglia predeterminata”.