Reddito di cittadinanza, scadenze e accrediti ottobre-novembre 2020

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:15

Ecco il calendario delle scadenze relative al reddito di cittadinanza per il mese di ottobre e novembre 2020. Non tutti i beneficiari riceveranno l’accredito nel mese in corso.

reddito di cittadinanza
foto di repertorio – reddito di cittadinanza

Parte oggi, martedì 27 ottobre, il pagamento del reddito di cittadinanza a tutti gli aventi diritto. Gli accrediti sono stati infatti anticipati a ottobre per via dell’emergenza Covid-19. Nella giornata di ieri è avventa l’elaborazione delle mensilità per molti degli utenti che ne usufruiscono, e dal pomeriggio di oggi sono quindi dunque partiti i pimi accrediti – che dovrebbero comunque concludersi entro la giornata di domani o, eventualmente, entro comunque la fine di questo mese.

Anche a novembre, comunque, verrà erogato il reddito, tanto che chi ne ha diritto ha dovuto già ritirare la carta presso gli uffici di Poste Italiane per ricevere i relativi pagamenti. Le carte ritirate saranno già cariche con l’importo che spetta per la mensilità del sussidio. Per chi ha presentano la nuova domanda, dopo l’accettazione della stessa il primo accredito è previsto per il 15 novembre 2020. Tutti gli altri, invece, dovranno aspettare fino al 27 novembre 2020.

Si ricorda che per controllare e verificare lo stato del reddito di cittadinanza, così come anche le tempistiche con le quali vengono versati i sodli, si ricorda che è possibile accedere alla propria area riservata dell’Inps e verificare lo stato del RdC usando lo SPID o la CNS.

Reddito di cittadinanza scaduto

A tutti coloro a cui il reddito di cittadinanza è scaduto il mese di settembre, non è al momento previsto alcun accredito per il mese di ottobre. Ricordiamo, infatti, che proprio ad ottobre il sussidio compie 19 mesi di validità, e dopo 18 mesi di percezione questo decade automaticamente.

Chiaramente, dopo la decadenza è possibile rinnovare la domanda ma si sottolinea che il rinnovo non è automatico. Prassi fondamentale è quella di presentare una domanda di rinnovo sul sito ufficiale del servizio, sul sito di Inps online o presso un Caf, presentando il modello Isee aggiornato al 2020 e il modulo Sr180. E dato che (come riporta il decreto 4/2019) il Reddito può essere rinnovato solo dopo averlo sospeso per un periodo di un mese prima del rinnovo, tutti coloro a cui è scaduto a settembre dovranno passare il mese di ottobre senza vedersi accreditare la quota.

Il reddito di cittadinanza durante l’emergenza Covid-19

Nonostante la crisi economica e sanitaria provocata dalla pandemia di coronavirus, il reddito di cittadinanza continua per la sua strada. E anzi, proprio in un momento storico così delicato, il fondo ricopre in un certo senso un ruolo fondamenale: quello di continuare a sostenere i consumi dei cittadini italiani – a smuovere, per quel che si riesce a fare, l’economia interna.


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Del resto, sono ormai un milione i cittadini che percepiscono il RdC. Ma secondo le intenzioni dell’esecutivo, ora più che mai il reddito vuole e deve assumere un’altra importante funzione: quella legata all’offerta lavorativa. Del resto, all’orgine del suo concepimento, il reddito doveva svolgere oltre che mera funzione di sostegno economico per i meno abbienti, un effettivo compito di avvicinamento al mondo del lavoro.

Doveva provvedere, cioè, a favorire l’integrazione degli aventi diritto al fondo al mercato del lavoro. In tal senso, si apprende come il Ministero del Lavoro para abbia finalmente previsto che i percettori del sussidio possano accedere a un’offerta di lavoro congrua e a dei progetti che sia utili alla collettività (PUC).


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Del resto, già lo scorso mese il premier Conte era stato chiaro nella sua proposta di collaudare “un network per offrire un processo di formazione e riqualificazione ai lavoratori”. Si tratterebbe, se tale prospettiva andasse in porto, di un vero e proprio passo avanti per colmare la lacuna principale della misura lanciata dai 5 Stelle. Inoltre, consentirebbe un monitoraggio più efficace, dato che farebbe dialogare i sistemi regionali dei centri per l’impiego con un unico “nucleo” nazionale.