Elena Aubry, il ladro delle ceneri colleziona foto di ragazze morte: “È una droga”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:04

Il ladro delle ceneri di Elena Aubry ha una vera collezione di cimeli funebri. La sua “passione” sarebbero le fotografie delle ragazze morte, che ruba al camposanto e conserva nella sua stanza da letto.

Elena Aubry cimitero
Il cimitero di Verano, a Roma, dove era conservata l’urna con le ceneri di Elena Aubry – meteoweek.com

Lo scorso 6 maggio aveva sottratto le ceneri di Elena Aubry, motociclista morta nel 2018 a 26 anni sull’Ostiense a causa dell’asfalto sconnesso, dalla tomba a Verano proprio a ridosso dell’anniversario della morte. Per settimane la madre, Graziella Viviano, aveva pregato il ladro di riconsegnargliele. I Carabinieri, alla fine, avevano individuato l’autore del gesto e fatto irruzione nella sua abitazione. Si trattava di un necrofilo di 48 anni di Casal Bertone già noto alle forze dell’ordine per crimini simili. A distanza di cinque mesi dal ritrovamento delle ceneri della ragazza emergono nuovi inquietanti dettagli sulla vita del ladro.

La collezione del ladro delle ceneri di Elena Aubry

Le ceneri di Elena Aubry erano soltanto uno dei cimeli contenuti nella abitazione del necrofilo, dove le forze dell’ordine hanno fatto irruzione. A confermarlo è stato il ladro stesso durante gli interrogatori e nei colloqui in carcere con lo psichiatra. La sua “passione”, infatti, sono le fotografia delle ragazze morte. Al camposanto sceglieva con cura quali portare a casa. Per lo più erano donne decedute tanti anni fa, dall’aspetto vintage. Le ceramiche strappate alle lapidi erano spesso in bianco e nero. “Le più belle le tenevo esposte, con le cornici. Per me erano sacre. Altre le nascondevo per non farle vedere troppo“, ha spiegato l’indagato.

Sul suo diario feticista riportava con attenzione la data del furto, oltre che le generalità delle ragazze, come la data di nascita e di morte. “Presa Licia Perla, morta a 30 anni nel ’65”. “Presa Alberta Mostacci, nata 14.5.1939 morta 22.9.1970, a 31 anni”. La lista è lunga. In tutto le foto di ragazze morte sono 375. “Per me – dice il necrofilo – è come una droga, non riesco a frenarmi. Devo rubarle“.

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Elena Aubry è soltanto l’ultima di un lunghissimo elenco. Con la motociclista, tuttavia, il necrofilo ha compiuto un “passo in avanti”. Non si è limitato soltanto a rubare la sua immagine, ma anche le sue ceneri. “Ogni tanto ho cambiato genere di sottrazione nel camposanto ma mi interessano le fotografie“. Lo ha spiegato il quarantottenne di Casal Bertone in merito al furto dell’urna contenente i resti della motociclista agli inquirenti. In ogni caso la tecnica per non farsi notare, ormai, era accurata. Riusciva ad eludere la sorveglianza, ma non sempre le telecamere. “Sceglievo giorni e orari e portavo, come escamotage, cibo ai gatti tra le tombe“.

Elena Aubry
Elena Aubry, la motociclista morta a Roma il 7 maggio 2018 a causa di un incidente – meteoweek.com

La perizia psichiatrica

La perizia psichiatrica effettuata da Angelo Giannetti, il dottore che lo ha esaminato, ha rivelato che dietro alla necrofilia non si cela alcuna malattia mentale. Una teoria che l’indagato stesso conferma. “Il mio assistito – ha dichiarato l’avvocato Daniele Bocciolinirisulta pienamente capace di intendere e di volere. Pertanto, sempre nel pieno rispetto delle famiglie dei defunti, sto cercando di approfondire i contorni di questa inquietante vicenda col mio assistito“.

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L’uomo di Casal Bertone potrebbe presto finire a processo. Le accuse sono variegate: violazione di sepolcro, vilipendio di tomba, sottrazione e occultamento di cadavere per quanto concerne l’urna con le ceneri di Elena Aubry, ma anche la ricettazione delle oltre trecento foto di ragazze morte rubate al camposanto.