Gli scienziati: “la lattoferrina cura il coronavirus” ma Burioni non è d’accordo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:50

Elena Campione, ricercatrice di dermatologia, spiega il meccanismo degli effetti benefici della proteina ma Burioni non è d’accordo.

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Elena Campione, ricercatrice e ordinaria di dermatologia all’università Tor Vergata, racconta che tutto è nato da una coincidenza ed elogia gli effetti benefici della lattoferrina nei confronti dei malati di Covid-19: “All’inizio del lockdown  abbiamo cominciato a ragionare sul perché ci fosse questa enorme differenza di esposizione al virus che esiste tra gli anziani e i bambini”. “Tutti noi – spiega – veniamo al mondo con una immunità innata. E prima di compiere il terzo mese, i bambini non ricevono altra protezione che il latte della mamma. E proprio la lattoferrina è una proteina contenuta anche all’interno del latte materno”. Poi aggiunge: “Sappiamo che il virus Sars-Cov-2 si alimenta del ferro presente nell’organismo umano. La lattoferrina riduce il ferro e quindi mette il virus in una posizione di svantaggio. Di fatto va a potenziare una immunità innata nel nostro organismo. Consideri che questa proteina, prodotta dall’organismo stesso, è studiata dal 1939 e i ricercatori cinesi ne hanno analizzato gli effetti già durante la prima Sars”.

Tre brevetti alle spalle, diversi riconoscimenti internazionali, una sfilza di lavori pubblicati su riviste scientifiche e tanta esperienza che la inducono a credere che questa sia una strada da approfondire e perseguire; ma Roberto Burioni, noto virologo ed esperto di coronavirus, non sarebbe d’accordo.

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“Ricevo molte richieste in merito, per cui rispondo collettivamente a tutti. Non esiste nessuna evidenza clinica che indichi l’utilità della lattoferrina nel prevenire o curare Covid-19″. Lo scrive su Facebook il virologo dell’Università S.Raffaele di Milano, Roberto Burioni. In tanti, però, oggi non sono d’accordo con lui. “E’ una ricerca italiana alla quale ho avuto il piacere e l’onore di partecipare, è un prodotto naturale, che serve a stimolare la nostra immunità. E’ un prodotto molto presente nei neonati. Abbiamo visto che somministrando la lattoferrina si protegge molto l’immunità delle persone, gli infetti da Covid-19 riescono a liberarsi del virus molto prima rispetto a dei soggetti che sono infettati, ma non prendono questo prodotto. E’ una sostanza che va a chiudere le porte al virus nelle cellule. Un’azione che sembra molto promettente. Ovviamente stiamo allargando gli studi, ma certamente è un dato molto interessante”. Così un mese fa Massimo Andreoni, direttore dell’ Uoc malattie infettive Tor Vergata, parlava della ricerca sulla lattoferrina. Ancora oggi si dimostra un’incredibile confusione sull’argomento e questa è la dimostrazione di come, ancora oggi, non ci siano strade certe da seguire. Il virus continua a diffondersi mentre i pareri degli esperti si avvicendano senza trovare una risposta definitiva al fatto che stiamo sempre più male e siamo tutti, tutti, sempre più poveri.