Il pizzo dell’affitto incastra il reggente di un clan di camorra

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:39

Umberto De Luca Bossa, ritenuto il reggente dell’omonimo clan, è stato arrestato. Aveva chiesto un pizzo da 5mila euro a una donna. Se non lo avesse ricevuto, l’avrebbe cacciata dalla casa popolare in cui viveva insieme al figlio.

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Umberto De Luca Bossa è finito in manette – meteoweek.com

Aveva chiesto un vero e proprio pizzo a una donna per restare a vivere nella sua attuale abitazione. Ma è stato scoperto dai carabinieri della squadra mobile della Questura di Napoli. Per questo motivo, nella mattinata odierna è finito in manette Umberto De Luca Bossa. L’uomo è ritenuto il reggente del clan di camorra omonimo, nonchè figlio di Antonio, detto “Tonin o’ sicc“. Quest’ultimo è detenuto in regime di 41/bis, e avrebbe lasciato la sua “eredità” al figlio Umberto. Tuttavia l’uomo è finito in carcere, proprio per aver tentato di estorcere denaro a una donna.

Quest’ultima alloggiava con il proprio figlio in una casa popolare del quartiere Ponticelli di Napoli. A un certo punto si è vista recapitare l’assurda richiesta da parte del De Luca Bossa. Ben 5mila euro da versare in un’unica soluzione, altrimenti l’avrebbe cacciata dal suo alloggio. Una richiesta di pizzo in piena regola, che però non è rimasta segreta, visto che la donna con suo figlio è stata costretta a scappare. E una delle prime cose che ha fatto, una volta che si è resa conto di poterlo fare, è andare a sporgere una denuncia ai carabinieri.

I carabinieri si sono messi all’opera – meteoweek.com

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I militari dell’arma sono riusciti a risalire a Umberto De Luca Bossa, che è stato dunque arrestato. Con lui sono finiti in manette anche Roberto Boccardi e Mario Sorrentino, entrambi ritenuti affiliati al clan di camorra che faceva capo al figlio di Tonino o sicc. I reati ipotizzati dagli inquirenti sono di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Nel frattempo resta da capire cosa ne sarà della donna, che è stata costretta a lasciare l’abitazione del rione Ponticelli. Anche perchè non ha ancora trovato un alloggio dopo l’assurda richiesta di pizzo ricevuta.

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Nel frattempo, le forze dell’ordine hanno effettuato un altro colpo di questo genere. All’apparenza si tratta di un’operazione parallela, ma si è scoperto ben presto che ci sono delle analogie. Se non altro perchè i carabinieri di Torre del Greco, nel Napoletano, hanno messo nel sacco il fratellastro di Umberto, Giuseppe De Luca Bossa. Con lui sono stati arrestati Eugenio Bonito, Domenico Amitrano e Carmine Fico. Questi quattro soggetti avrebbero chiesto un pizzo da 50mila euro al titolare di una concessionaria di auto. L’uomo era già stato vittima in passato di un attentato: l’esplosione di un ordigno davanti alla sua attività.