Covid, in Calabria dati manomessi? Belcastro: “C’è una spiegazione”

La Calabria, nei giorni scorsi, è stata accusata di avere manipolato i dati sui pazienti ricoverati per Covid-19 al fine di avere misure meno restrittive. Il delegato Antonio Belcastro ha svelato le ragioni delle stranezze nei numeri dei bollettini.

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Antonio Belcastro, delegato per l’emergenza Covid della Calabria – meteoweek.com

Molti medici calabresi hanno avuto il sospetto che la Regione, in vista dell’emanazione del nuovo dpcm, abbia corretto i dati sugli ospedali che essi avevano mandato al fine di non risultare zona rossa e, dunque, evitare misure restrittive più dure. Le terapie intensive, infatti, risultavano svuotate da un giorno all’altro: da 14 a 2 pazienti in poche ore. Non era stata inoltre data alcuna valida spiegazione. A parlare, dopo diversi giorni di polemica, è adesso Antonio Belcastro, delegato per l’emergenza Covid-19 in Calabria, il quale ha escluso ogni forma di manomissione.

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Belcastro: “Nessuna manomissione dei dati in Calabria”

Antonio Belcastro esclude che la Regione abbia manomesso i dati per evitare di essere definita “zona rossa“. Le nette variazioni, piuttosto, sarebbero causate semplicemente dal fatto che, in quel momento, nei reparti di terapia intensiva di alcuni ospedali erano presenti pazienti i quali in realtà non avevano un quadro clinico complesso. Essi si trovavano lì soltanto perché altrove non c’erano posti disponibili.

Dalle analisi effettuate è emerso che, in alcune Aziende ospedaliere, nei primi giorni di novembre si era verificato un aumento considerevole, e non in linea con i mesi precedenti, dei ricoveri in terapia intensiva. Grazie a una interlocuzione con i responsabili delle unità operative, è stato verificato che, a causa della temporanea carenza di posti letto nei reparti di e di terapia sub-intensiva, degenza ordinaria alcuni pazienti, che non avevano bisogno di ventilazione meccanica assistita, perché non presentavano gravi criticità, erano stati ricoverati in Rianimazione“, ha spiegato Belcastro.

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Il reparto di terapia intensiva con in cura un paziente affetto da Covid-19 – meteoweek.com

Lo stesso Antonio Belcastro, dunque, conferma che la Regione ha alcuni problemi nella gestione della rete ospedaliera, che rischia di essere in sovraffollamento, almeno per quanto riguarda i ricoveri ordinari e quelli di pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano di terapia intensiva. Le valutazioni del Ministero della Salute sui dati della Calabria, secondo il delegato per l’emergenza sanitaria, tuttavia, sarebbero state condizionate proprio da tali cambiamenti. “Il trasferimento dei pazienti dalle Terapie intensive ai reparti di Malattie infettive e Pneumologia – ha proseguito – ha fatto aumentare il tasso di saturazione (16%) dei posti letto di area medica, mentre il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva (6%) è ancora lontano dalla soglia di allerta, fissata al 30%“.

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Per questa ragione il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, vorrebbe impugnare il provvedimento. Il lockdown previsto dalla “zona rossa”, in base ai dati sulla diffusione del Covid-19 nella Regione, sarebbe una misura eccessiva. A decretare l’inserimento della Calabria nella fascia con le misure più restrittive, tuttavia, è stata proprio la situazione in cui versano gli ospedali.