Covid, aumentano ricoveri di bambini: il contagio tra scuola e famiglia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:59

Il numero dei pazienti Covid-19 sotto i quindici anni è in drastico aumento. L’allarme arriva dall’ospedale pediatrico di Padova, ormai dedicato esclusivamente a minori affetti dal virus: arrivano bambini anche da altre regioni.

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Il numero dei bambini affetti da Covid-19, anche con sintomi gravi, è in preoccupante aumento – meteoweek.com

Nella prima ondata di Codid-19 i bambini sembravano quasi essere immuni al virus, mentre oggi anche questo aspetto si sta aggravando. Il numero dei pazienti tra i zero e i quindici anni ricoverati a causa delle complicanze della positività alla malattia è in netto aumento. Oltre ad anziani e soggetti deboli, adesso, dunque, è necessario preservare anche i più piccoli. L’allarme arriva dall’Ospedale Pediatrico di Padova, dove in questi giorni sono stati curati oltre diciassette bambini.

I bambini ricoverati per il Covid-19

Ormai in ogni città di Italia esistono i Covid Hospital, ma se ne vedono pochi di dedicati soltanto ai più piccoli. Questo perché, in precedenza, i minori che avevano necessità di essere ricoverati per le complicanze del virus erano davvero un numero ridotto. Adesso, tuttavia, non è più così. La struttura sanitaria di Padova ormai accoglie soltanto bambini affetti da Covid-19. I pazienti possono essere curati mentre al loro fianco restano i genitori, nel rispetto delle norme di sicurezza. Camere singole o doppie, in relazione alla sintomatologia del bambino.

Liviana Da Dalt, professoressa ordinaria di Pediatria nonché direttrice del Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino e del Pronto Soccorso pediatrico dell’azienda pavatina. “Avevamo 17 pazienti positivi tra i zero e i quindici anni, mentre ora sono 13 perché abbiamo avuto tre dimissioni e un trasferimento (al reparto Malattie infettive, ndr)”. La maggior parte dei pazienti ha meno di cinque anni. Sei di loro addirittura sono neonati, dalle poche settimane di vita ai dodici mesi.

Si tratta, per lo più, di bambini con altre patologie risultati positivi al Covid-19. “Padova – spiega la dottoressa – accentra numeri più significativi perché è il punto riferimento, e lo è indipendentemente dall’emergenza Covid, per la cura di patologie complesse o croniche, che colpiscono i più piccoli. E infatti un buon numero dei pazienti oggi degenti nel reparto dedicato al Coronavirus sono risultati positivi durante un controllo effettuato nell’ambito del monitoraggio della malattia per cui li stiamo seguendo. Certo, ci sono anche soggetti sani, che accedono da casa al Pronto Soccorso Pediatrico, ma sono in numero minore. Non si può generalizzare, perché le situazioni sono diverse“.

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Liviana Da Dalt, direttrice del Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino dell’ospedale di Padova – meteoweek.com

Le modalità di contagio e i sintomi

È utile, a fronte di un tale aumento dei casi, domandarsi le modalità con cui questi pazienti entrano a contatto con il Covid-19. “I bimbi piccoli, e sicuramente i neonati, è molto probabile che siano stati contagiati in ambito familiare dagli adulti. Per i ragazzini, invece, il discorso è inverso e a causare l’impennata in generale dei casi pediatrici sono gli stili di vita, non tanto all’interno delle scuole dove la sorveglianza nelle classi è assicurata, quanto piuttosto prima e dopo, durante i momenti di aggregazione o di viaggio, in cui è più facile che si dimentichino di rispettare distanze e prescrizioni. E questo è uno dei motivi – spiega Liviana Da Valt per cui gli infettati sono di più rispetto al periodo del lockdown, rappresentando ora il 7% dei casi totali, mentre nella prima ondata erano intorno al 2%“.

I dati, al momento, non sono allarmati. È necessario, tuttavia, stare attenti. “Anche se la casistica a tutt’oggi è ancora limitata – osserva la dottoressa -, per il momento abbiamo visto che le conseguenze sui bambini dovute al contagio da Covid sono rare. Quelli ricoverati sono sottoposti a terapie sintomatiche, anche perché non esistono cure di provata efficacia, essendo appunto ridotti al minimo i casi riguardanti questa fascia di età. Però c’è anche da sottolineare che nessuno dei bambini o dei ragazzini risultati positivi al tampone presenta manifestazioni particolarmente gravi, e neppure evidenti, legate all’infezione da Coronavirus“.


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Le cure, dunque, vengono per lo più riservate ai neonati, molto fragili, o ai bambini con altre patologie. “Durante il ricovero vengono monitorati costantemente e i motivi per cui decidiamo di trattenerli nell’hub pediatrico sono sostanzialmente due: o la tenerissima età, mi riferisco a poche settimane di vita, oppure la presenza di una malattia cronica, che ci spinge ad avere una maggiore cautela. Tutti gli altri vengono mandati a casa, con le indicazioni e le raccomandazioni che ogni singola situazione richiede. Non sempre, quindi, è necessario il ricovero e quindi i posti cerchiamo di riservarli ai malati che hanno una situazione pregressa che richiede un’attenzione maggiore, o appunto alla fascia neonatale, che va ugualmente controllata in modo molto accurato“.