Covid riduce libido, la sessuologa: paura di ammalarsi, nessun baby boom

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:40

Covid riduce libido, la sessuologa: paura di ammalarsi, nessun baby boom. Secondo la dottoressa Rossi, Covid fa calare il desiderio sessuale

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Secondo la sessuologa Roberta Rossi, presidente Federazione nazionale sessuologia, presente al Festival della Salute 2020 di Siena dove è intervenuta parlando delle conseguenze che la pandemia, i lockdown, isolamenti ecc. hanno e hanno avuto sul sesso, non vi sarà nessun baby boom. La professoressa ha spiegato che il Coronavirus spegne la libido sessuale.

Il timore di contrarre il virus, l’ansia per l’incertezza sul futuro, l’assenza di vita sociale, non aiutano a vivere serenamente i rapporti di coppia e il desiderio cala. “L’amore ai tempi del Covid ha perso entusiasmo. Non credo ci sarà il baby-boom come molti avevano previsto con l’obbligo di stare in casa per il lockdown”, ha detto Roberta Rossi. “Quando non siamo tranquilli ne risente anche la sfera sessuale, nella situazione specifica poi, con lo stato d’animo turbato dall’incertezza, in pochi se la sentono di mettere al mondo un figlio. Forse l’aumento delle nascite ci sarà quando si tornerà alla normalità dopo aver sconfitto il virus”. 

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La sessuologa sostiene che “la convivenza h24, se per alcune coppie è stata la riscoperta dello stare insieme, ha rinforzato l’intimità e la vicinanza, per molti altri è invece risultata difficile. Abituati a condividere solo poche ore al giorno, si sono ritrovati a passare insieme l’intera giornata, a dividersi gli spazi di casa, spesso anche con i figli e con tutte le problematiche del caso. La difficoltà della convivenza forzata, la mancanza di rapporti sociali e le preoccupazioni hanno acuito situazioni di tensione e la scintilla del desiderio s’è spenta“.

A risentirne particolarmente, a detta della sessuologa sono i giovani e le persone single. “Pensiamo che il bacio, la vicinanza, il contatto fisico sono per eccellenza a rischio contagio, quindi chi non ha una relazione fissa non può rischiare di ammalarsi per iniziare una storia d’amore. Pensiamo ai ragazzi alla loro prima esperienza di innamoramento. Durante l’adolescenza ci si avvicina all’altro, si scopre il suo corpo e quali sensazioni può suscitare. Non potendo incontrare i loro coetanei hanno perso un momento importante della loro vita che, sicuramente, recupereranno quanto tutto sarà passato ma che per adesso a loro è negato“.