Liguria, Rt a 1,2. Toti: “Sotto l’1 chiederò ritorno in zona gialla”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:45

Il governatore Giovanni Toti auspica in un rapido ritorno della Liguria in zona gialla. L’indice Rt nella Regione è attualmente a 1,2. Non bisogna, tuttavia, abbassare la soglia dell’attenzione.

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Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria – meteoweek.com

La Liguria è stata dichiarata zona arancione ad una settimana dalla prima divisione in fasce dell’Italia in base al livello di rischio dell’emergenza Covid-19. La Regione, tuttavia, ha già registrato importanti miglioramenti. Per questo motivo potrebbe presto tornare ad essere zona gialla. Lo annuncia il governatore Giovanni Toti, il quale invita però la popolazione alla prudenza. È necessario continuare a rispettare le misure di restrizione al fine di ottenere risultati soddisfacenti e non mandare in fumo i progressi già raggiunti.

L’appello di Toti

Giovanni Toti, nella consueta conferenza stampa di aggiornamento in merito alla situazione Covid-19 in Liguria, ha lanciato un appello alla popolazione. “Nelle nostre strade oggi si sono viste molte persone a passeggiare. È giusto andare comprare nei negozi, ma non a fare lo struscio, passeggiare con gli amici come se nulla fosse. Il nostro obiettivo, in queste 2 settimane, deve essere tornare fuori dalla zona arancione, rientrare nella gialla, o in una situazione il più possibile vicino alla normalità. Per farlo sono necessari attenzione, rigore, serietà, senso di responsabilità e sono necessari adesso. ll contagio sta rallentando, l’Rt sta scendendo, è necessario essere seri e attenti ora“, ha detto.

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La folla a passeggio in via XX Settembre a Genova – meteoweek.com

Successivamente il governatore si è soffermato sui netti segnali di miglioramento che potrebbero presto fare sì che la Regione torni ad essere zona gialla, dunque con un livello di rischio medio. “I numeri ci dicono che l’indice Rt sta scendendo in Liguria. Dall’Rt a quota 1,5 di quattro settimane fa siamo passati attorno a 1. Probabilmente l’effetto delle misure previste per le zone arancioni ci consentirà di scendere sotto uno nelle prossime settimane. Ci auguriamo un rapido ritorno nella zona gialla. Grazie a una serie di misure per il contenimento del contagio prese anche a livello locale, con ogni probabilità siamo riusciti a mitigare l’impatto della malattia nonostante la Liguria abbia conosciuto in anticipo una sua recrudescenza. In particolare, i miglioramenti si registrano a Genova, dove sono state prese misure anche prima di quelle stabilite dal Governo“.

Positivi anche i numeri provenienti dalle strutture sanitarie. “La pressione sui nostri ospedali è in lieve calo, cominciano le prime dimissioni e ad arrivare meno persone nei pronti soccorso. In ogni caso – dice Toti – il mio appello resta quello di recarvisi solo in caso di assoluta necessità. Abbiamo per fortuna solo 28 pazienti in più nelle nostre corsie. Il numero complessivo dei ricoverati è però molto alto, non si erano toccati questi livelli neppure durante la prima ondata. Scende il numero dei ricoverati in terapia intensiva. È necessario ricordare come, rispetto alla prima ondata, registriamo in questo momento circa la metà dei ricoveri in terapia intensiva“.


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Ad avere la peggio a causa delle conseguenze del Covid-19, come nel corso della prima ondata, sono le persone più anziane e quelle con patologie pregresse. “Gran parte dei decessi riguardano persone over75, cioè persone che rientrano nella fascia più fragile della popolazione. Per questo il mio appello per queste persone è quello di stare il più possibile a casa, fare movimento ma in luoghi isolati e andare ad acquistare negli orari in cui ci sono meno persone”.

Necessarie, inoltre, misure che agevolino la loro condizione. “Le persone dovrebbero ricorrere a tutte le agevolazioni e le iniziative messe in campo da Regione Liguria per proteggere questa fascia di popolazione, dai voucher taxi all’iniziativa Sconti&Sicurezza dai 65 anni. Credo però – conclude Toti  sia un errore strategico, a livello nazionale, continuare a non prendere in considerazione in modo strutturale la fascia più delicata e fragile della popolazione“.