Crimi attacca Di Battista: “Atteggiamento offensivo verso il Movimento”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:50

Vito Crimi ha alzato i toni durante il suo intervento nel corso degli Stati Generali del Movimento 5 Stelle. “Qualcuno può aver votato Di Battista per sentire le sue ragioni – dichiara il reggente – non necessariamente in qualità di capo”.

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Vito Crimi non le manda a dire a Di Battista – meteoweek.com

Vito Crimi non ha affatto mandato giù l’atteggiamento tenuto da Alessandro Di Battista durante l’ultima giornata degli Stati Generali del Movimento 5 Stelle. Il reggente del partito pentastellato ha preso la parola dopo l’intervento effettuato dall’ex deputato del movimento. E le sue parole sono tutt’altro che lusinghiere nei confronti di Dibba, il quale ha tenuto toni molti accesi. Non solo quando ha preso la parola durante l’incontro virtuale, ma anche sui social network. Tra la deroga del secondo mandato, la polemica su Rousseau e altri temi, Di Battista è stato molto duro.

Crimi lo ha fatto notare, partendo dalla questione relativa ai voti ricevuti dal destinatario della sua critica. Ha parlato chiaramente di presunte convinzioni di Di Battista su questo voto, visto che “neanche io so il risultato. Le cifre non sono note, perché non si votava il capo politico ma i relatori. Qualcuno può aver votato Di Battista per ascoltare le sue opinioni, ma non è detto che lo voterebbe come capo“. Ma più in generale, certe affermazioni non sono piaciute a Crimi: “Io trovo tutto questo molto offensivo nei confronti del Movimento. Non ci siamo mai genuflessi a nessuno e non mi risulta sia stato denigrato”. Sul no al doppio mandato, Crimi dice che “non è mai stato messo in discussione”.

Dunque Vito Crimi ha voluto catechizzare uno dei componenti più carismatici del Movimento 5 Stelle, in questa fase di ricostruzione. Anche perchè i pentastellati devono rifarsi il look, dopo mesi difficili sul piano della propria identità. “È necessario – ribadisce il reggente – che chi ha ruoli di responsabilità o la capacità di muovere consensi si metta in gioco ed entri nel nuovo organo collegiale. Sono contento della grande partecipazione. Siamo spesso stati accusati di reprimere il dissenso, invece abbiamo dato dimostrazione di democrazia, facendo parlare tutti e in ordine alfabetico. Abbiamo fatto un tagliando al Movimento”.

Di Battista finisce nel mirino di Crimi – meteoweek.com

Dunque la seconda fase di ricostruzione del Movimento 5 Stelle passerà dalle parole ai fatti. Ed è lo stesso Crimi a ribadire le intenzioni dei segretari: “Farò io il documento di sintesi con l’aiuto dei 34 facilitatori. Non ci sono altri soggetti titolati. Ci vorrà qualche giorno. E poi dovremo decidere se fare un voto unico o per parti o per singoli quesiti. L’organo collegiale sarà rappresentativo, quindi con singoli candidati”. Proprio a proposito di questo nuovo organo, Crimi ha messo le cose in chiaro: “Sono state varie le proposte, poi dovrò fare io la finale al collegio di garanzia“.

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Ha fatto molto rumore, tra l’altro, l’assenza agli Stati Generali di Davide Casaleggio. Crimi non ha potuto fare a meno di sottolineare questo forfait, non del tutto inaspettato ma comunque spiacevole. “Mi dispiace non abbia colto l’importanza dell’evento – ha detto il reggente – . La scaletta l’abbiamo fatta nelle ultime 48 ore. Io l’avevo invitato solo per un saluto, come ho fatto con il premier e Bonafede. Il suo ruolo? Le decisioni le prenderà il nuovo organo collegiale. Poi se Casaleggio vorrà dare un’opinione ben venga. Lui è parte della storia del Movimento e questo non si può rinnegare”.

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L’assenza di Beppe Grillo, invece, non è stata sottolineata allo stesso modo da Crimi. Quest’ultimo ci ha tenuto a precisare che “Beppe ci è sempre vicino, vede la sua creatura che cresce. Nel mio discorso ci sono anche spunti tratti dalle sue idee”. L’intervento di Vito Crimi si è chiuso parlando della piattaforma Rousseau. E per il momento, le critiche di alcuni esponenti vengono smorzate: “Credo che alcune funzioni dell’associazione Rousseau, come la certificazione di liste e candidati, e la comunicazione debbano essere internalizzate. Altri servizi della piattaforma dovranno essere regolamentati”.