Emergenza Covid, l’Austria entra nel suo secondo lockdown nazionale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:09

Oggi, martedì 17 novembre, l’Austria è entrata nel suo secondo lockdown nazionale. “Ogni contatto sociale è un contatto di troppo”, aveva spiegato il cancelliere Kurz, che nel frattempo sta preparando lo screening di massa ad inizio dicembre.

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foto via Euronews

Nella giornata di sabato il governo austriaco aveva annunciato un ritorno alle più severe restrizioni anti-coronavirus, inclusa la chiusura di scuole e negozi non essenziali per contenere la spirale di infezioni della seconda ondata di Covid-19. A partire da oggi, è partito dunque il “blocco forzato“, a cui il governo è giunto dopo ave visto come le misure d’arresto messe in atto il 3 novembre siano state inefficaci nel fermare la diffusione del virus.

Con la scorsa notte è entrato in vigore il secondo lockdown nazionale: attivo da ora il divieto di uscire, con asili, scuole e negozi che restano chiusi per quasi tre settimane, fino al 6 dicembre. Rimane sempre garantita, comunque, l’assistenza dei figli di genitori che svolgono lavori essenziali.

Screening a tappeto post lockdown

Durante l’annuncio del blocco nazionale, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz aveva dichiarato ai media che il “lockdown forzato” si presenta come necessario in quanto “ogni contatto sociale è un contatto di troppo“. “La mia richiesta valida per le prossime settimane è la seguente: non incontrare nessuno. Ogni contatto sociale è uno di troppo”, aveva esordito Kurz, sottolineando la necessità di un’azione “radicale” atta a contrare i numeri registrati entro i confini nazionali.


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E ancora, come spiegato da The Local, il cancelliere aveva ulteriormente sottolineato: “Ci sono ancora molte persone che dicono che le infezioni non si verificano a scuola, nei negozi o nei servizi. Ma la verità è che le autorità non riescono più a rintracciare il 77% delle nuove infezioni, il che significa che non sanno più dove sta avvenendo la contaminazione”. Per questo motivo il divieto di uscire imposto a tutte le ore del giorno è stato re-introdotto in Austria, anche se a malincuore.


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Ad ogni modo, in previsione della fine del secondo lockdown, continunano le operazioni relative ai preparativi dello screening di massa, annunciato dal cancelliere Kurz per i primi di dicembre. I test a tappeto, che verranno svolti anche in parte dall’esercito austriaco, saranno comunque su base volontaria.

Una strategia, questa, che ricalca quanto stato già applicato in Slovacchia, dove sono stati sottoposti a tampone rapido 5,5 milioni cittadini tra i 10 e i 65 anni. Con lo screening a tappeto, il Paese è riuscito ad individuare ben 50.000 positivi al Covid-19 risultati asintomatici. Il sottoporsi al test, anche in Slovacchia, era su base volontaria: tuttavia, chi sceglie di non sottoporsi al tampone, veniva costretto a rispettare le relative restrizioni per tutti gli spostamenti, compresi quelli di lavoro.