Schettino, sfogo della figlia: “Mio padre lasciato solo”. E pubblica o video rimossi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:13

Importanti dichiarazioni della figlia del comandante Schettino affidate al suo profilo di Facebook. La ragazza pubblica anche i video realizzati dal padre e rimossi.

Francesco Schettino

Rossella Schettino, figlia del comandante condannato per il naufragio della Costa Concordia, ha deciso di sfogarsi su Facebook, facendo esplicito riferimento ad alcuni aspetti della storia del padre: «Ci sono state pressioni che hanno determinato la rimozione dei video, ora li pubblico io. Ho creato, quindi, un canale Youtube dove verranno riproposti i video non più disponibili a causa di una forzata rimozione. Ricordo molto bene gli ultimi giorni antecedenti alla sentenza di condanna definitiva di mio padre. Proprio quelli erano i giorni in cui li ha realizzati – scrive la ragazza – Erano le ultime ore che potevamo trascorrere insieme, ne eravamo entrambi coscienti, per questo mi ha voluta al suo fianco mentre li registrava» ha scritto la figlia del capitano della Costa Concordia, riferendosi ad una serie di video girati dal padre, pubblicati ed appunto rimossi. Video in cui il padre esprimeva un suo racconto, una sua narrazione di quella tragica notte.

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«Questi video non sono stati un estremo tentativo di difesa – ha proseguito la giovane su Facebook – sono stati infatti pubblicati solo successivamente al carcere di mio padre. I video sono stati realizzati al fine di lasciare testimonianza diretta dei fatti e delle scelte di quella notte. Mio padre non aveva mai avuto possibilità di un’informazione corretta su quella vicenda, la disinformazione e pressione mediatica avevano da subito distorto la realtà. Per queste ragioni questi video sono di grande importanza e lo dimostra il fatto che per qualcuno sono scomodi e io sono qui a pubblicarli nuovamente». C’è poi il riferimento al alla solitudine a cui Schettino è stato abbandonato, che per la ragazza sembra essere un gigantesco scarico di responsabilità: «Mio padre in tutta questa vicenda – prosegue infatti il post – è rimasto solo fin dal primo momento in plancia dove l’intero bridge team è mancato nel suo ruolo e nelle fasi più importanti della manovra e della gestione dell’emergenza. È rimasto solo di fronte all’opinione pubblica, è rimasto solo di fronte alla giustizia, è rimasto il solo a pagare per tutti e oggi è il solo che da anni e`rinchiuso in un carcere. Come se su quella nave non ci fossero mai stati altri ufficiali, come se non ci fosse mai stato un armatore, un costruttore e un ente certificatore». La conclusione del post è una dichiarazione di vicinanza e di amore: «Io resto saldamente presente al fianco di mio padre e del Comandante Francesco Schettino lungo la rotta della verità».

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