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Coronavirus in Europa: l’Italia rallenta, la Francia non cede e la Spagna è travolta

Mentre in Italia la curva di contagi da Coronavirus sembra rallentare, Macron ha in mente un piano per la ripresa.

Le misure restrittive imposte in linea generale in tutta Europa sembrano dare l’effetto sperato. Dopo il picco altissimo della seconda ondata che ha colpito quasi tutta l’Europa, riportando moltissimi Paesi nel caos totale, ora la curva sembra essersi stabilizzata. A dirlo sono i numeri. Oggi, in Italia, sono stati registrati 22.930 nuovi casi di coronavirus a fronte di 148.945 tamponi. Un numero che fa ben sperare visti i picchi – quarantamila casi, solo qualche giorno fa – sfiorati di recente. I morti sono stati invece 630. I ricoverati con sintomi sono aumentati 418 unità, quelli in terapia intensiva di 9.

Numeri che fanno ben sperare anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenuto a Otto e mezzo: “Se andiamo avanti così, nessuna zona rossa per Natale”, ha detto Conte. Fattore che permetterebbe anche gli spostamenti tra le Regioni, permessi solo in caso in cui tutta l’Italia diventi gialla.

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Miglioramento dell’andamento della curva anche in Francia: sabato sono stati registrati 17.881 nuovi casi e 276 decessi nelle ultime 24 ore. Emmanuel Macron parlerà martedì alla nazione e si ipotizza un allentamento delle restrizioni. Secondo quando riferito dal portavoce del governo francese, Gabriel Attal, si prevede un piano di allentamento delle restrizioni in tre tappe. In programma, c’è l’apertura degli esercizi commerciali che dovrebbe arrivare intorno al primo dicembre. Un prossimo sblocco potrebbe arrivare invece prima delle vacanze di fine anno e il terzo a partire da gennaio 2021.

Situazione grave anche in Spagna dove è stata superata la soglia di 1,5 milioni di contagi di Coronavirus dall’inizio dell’epidemia. L’ultimo bollettino rileva 13.159 nuovi contagi notificati lunedì, per un totale di 1.510.000. Il totale dei decessi è invece di 41.669 casi. I pazienti ricoverati sono 20.007, di cui 3.127 in terapia intensiva.