«Wagatha Christie», la guerra delle Wag: Wayne Rooney in tribunale

La denuncia di Coleen Rooney un anno fa: «Rebekah Vardy vende le mie foto ai tabloid». I mariti si tengono fuori dalla discussione mentre impazza il caso sui social.

La cosa più divertente del processo che tiene banco su social e tabloid britannici da ottobre 2019, è che è stato addirittura soprannominato: «Wagatha Christie», per le doti da investigatrice di una delle contendenti. Le due parti in causa sono due famosissime «Wags»: Rebekah Vardy, moglie dell’attaccante del Leicester Jamie Vardy, e Coleen Rooney, sposata al prodigioso marcatore Wayne Rooney e assai più alta in grado nel mondo delle «wives and girlfriends», mogli e fidanzate, di importanti calciatori. Titolo quasi nobiliare quando negli anni Zero fu coniato, a misura di tutte le aspiranti imitatrici di Victoria Beckham; oggi indica un alto livello di eleganza come se si considerasse la ragazza “una tronista”.

Il caso Rooney-Vardy è stato ribattezzato «WagGate»; «Wagatha Christie» è Coleen Rooney. Tutto inizia nell’ ottobre 2019. L’account instagram di Coleen viene, dice, regolarmente saccheggiato dal Sun, che ne riprende le stories destinate a un gruppo ristretto di amici. Chi tra loro è la «talpa»? In un post su Instagram Coleen annuncia: «Per capire chi era, ho bloccato tutti gli account che mi seguivano, tranne uno. Da maggio 2019 ho postato una serie di stories false,. Ho scritto che tornavo in tv e persino che il mio seminterrato si era allagato: il Sun le ha riprese tutte». Ad oggi scrive:”So per certo da chi venivano inviati: l’unico account che poteva vederle. «Ed è l’account di Rebekah Vardy».


 

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Intanto , dopo la notizia, i social impazziscono. «Affidatele Brexit», twitta un comico, Nish Kumar. A Halloween, pochi giorni dopo il post, vanno a ruba costumi da Sherlock Holmes per imitare il comportamento della contendente. Rebekah nega subito ; ma tanta notorietà negativa le costa, scrivono i suoi avvocati. A luglio 2020 fa causa all’Alta Corte di giustizia di Londra, tribunale che l’ordinamento britannico riserva a «casi molto importanti» di giustizia civile, ma a cui non è raro che le celebrities ricorrano per rendere nota la propria innocenza.


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Ieri la sentenza: Il giudice ha dato tempo a entrambe, fino a febbraio, per trovare insieme un accordo stragiudiziale, visto che non ci sono prove che la tala sia proprio Rebekah. Intanto Coleen deve pagare 23 mila sterline di spese legali. E la guerra delle Wags è appena iniziata.