Roberto Speranza: “Il Coronavirus? L’occasione giusta per rilanciare la sinistra”

Roberto Speranza ha commentato l’attuale scenario politico in seguito al Coronavirus, analizzando come sono cambiati gli equilibri tra le varie parti coinvolte.

C’è una lezione di fondo che viene da questi mesi di lotta alla pandemia: la nuova centralità dei beni pubblici fondamentali. Credo che da qui dovrebbe provare a costruirsi un nuovo pensiero democratico”. A dirlo è stato il Ministro della Salute Roberto Speranza in un intervento su Repubblica. Secondo Speranza, i duri mesi di pandemia avrebbero messo alla prova la destra, capace però di aver elaborato una risposta fortemente identitaria.

“Essa è stata in grado di parlare alle paure, alla rabbia ed alla pancia di milioni di cittadini colpiti duramente dalla crisi economica e sociale che chiedevano semplicemente di essere
difesi”, riconosce Speranza. Al contrario, la sinistra è apparsa troppo distratta. Serve quindi, ai democratici e ai progressisti, una svolta culturale e poi politica che possa definitivamente far superare ogni residua forma di subalternità. “È indispensabile un diverso rapporto tra istituzioni pubbliche e mercato per coniugare sviluppo e giustizia sociale, ridurre le diseguaglianze, garantire i diritti, superare forme di precariato inaccettabili”, ha proseguito Speranza.

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“Faccio fatica ad appassionarmi a una discussione sul futuro della sinistra che dovesse stancamente rilanciare una riflessione tutta politicista. L’emergenza sanitaria ha accelerato la crisi di un modello di sviluppo. La sfida che è dinanzi ai democratici e ai socialisti è la qualità dell’alternativa che saremo in grado di mettere in campo”, ha proseguito il Ministro. Pertanto, serve una nuova idea democratica dell’Europa, che possa superare i vari disequilibri nazionali e le varie divisioni. Un’Europa più unita quindi, più democratica: “Non si battono gli egoismi nazionali senza un ruolo forte dell’Unione come finalmente inizia ad accadere dentro questa terribile tempesta”. Quindi, va costruita una nuova identità progressista, attorno alla difesa dei beni pubblici fondamentali e partendo proprio dalla sanità, dall’istruzione e dalla tutela dell’ambiente.