Coronavirus: la clorochina aumenta il rischio di suicidio

L’utilizzo di clorochina o idrossiclorochina può provocare disturbi psichiatrici e comportamenti associati al suicidio.

Coronavirus: la clorochina aumenta il rischio di suicidio – meteoweek

L’allarme dell’Ema è molto grave: la clorochina, spesso usata nella battaglia contro il coronavirus, aumenta il rischio di suicidio. In considerazione del loro uso durante la pandemia, l’Ema aveva ricordato i rischi di questi medicinali già a maggio 2020, includendo tra questi “un aumento del rischio di problemi cardiaci, inclusi aritmie e arresto cardiaco”.

È già noto però, scrive Ema nell’aggiornamento di farmacovigilanza pubblicato il 27 novembre, “che la clorochina e l’idrossiclorochina, anche utilizzate a dosi approvate per indicazioni autorizzate, possono causare un ampio spettro di disturbi psicotici. Tanto che questi sono elencati nelle informazioni sul prodotto di alcuni farmaci che le contengono, tra gli effetti collaterali rari o che si verificano con una frequenza sconosciuta”.

Il nuovo annuncio “ha confermato che si sono verificati disturbi psichiatrici e che possono talvolta essere gravi, sia in pazienti con, che in pazienti senza precedenti problemi di salute mentale”. Sulla base dei dati, è emerso che, per l’idrossiclorochina, gli effetti collaterali possono verificarsi “nel primo mese dopo l’inizio del trattamento, mentre per la clorochina, non c’erano dati sufficienti per stabilire un calendario chiaro”. Il Comitato per la sicurezza (Prac) dell’Ema raccomanda di aggiornare le informazioni sul prodotto per fornire migliori informazioni agli operatori sanitari. Inoltre consiglia “ai pazienti che ne fanno uso e alle persone che di loro si prendono cura, di contattare immediatamente un medico qualora si manifestino problemi come pensieri irrazionali, ansia, allucinazioni, sensazione di confusione o depressione, inclusi pensieri di autolesionismo o suicidio”.

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L’allarme è stato lanciato dall’l’Agenzia Europea dei medicinali (Ema) – meteoweek

Questo allarme risulta particolarmente drammatico soprattutto in considerazione del fatto che già lo stato di isolamento forzato aveva portato nel Paese ad un aumento dei casi di suicidio. Le cronache dei mesi di pandemia raccontano tante storie di sofferenza e gli psichiatri lanciano l’allarme: da marzo a oggi in Italia si sono registrati 71 suicidi e 46 tentativi di suicidio che si ritiene siano connessi in maniera diretta o indiretta al coronavirus.

“Il numero rilevante di casi di suicidio riferiti dai mass media, pur non essendo una rilevazione statistica accurata, indica che nei prossimi mesi il suicidio potrebbe diventare una preoccupazione più urgente, sebbene ciò non sia inevitabile – spiega Maurizio Pompili, Presidente del Convegno e Professore Ordinario di Psichiatria alla Sapienza Università di Roma – Del resto, è noto che in seguito a crisi imponenti o emergenze diffuse, il numero dei suicidi cresce: è già accaduto, ad esempio, durante la crisi economica del 2008 con un aumento in Italia del 12% dei suicidi maschi e rischia di accadere di nuovo per gli effetti della pandemia, secondo le nostre analisi potrebbe portare a un preoccupante incremento del numero di suicidi che nei soli Usa è stato stimato di 75.000 persone in più in dieci anni”.