Addio a Giordano Zucchi: morto il re della della biancheria per la casa

Milano in lutto: morto Giordano Zucchi, il re della biancheria per la casa. Si è spento all’età di 93 anni presso la sua abitazione. Nella giornata di oggi si terranno i funerali.

morto Giordano Zucchi - meteoweek
morto Giordano Zucchi – meteoweek

Si è spento all’età di 93 anni Giordano Zucchi, noto imprenditore e patron del gruppo Zucchi e Bassetti. Insieme ai fratelli Rolando e Manlio, Giordiano ha rappresentato la seconda generazione dell’azienda Vincenzo Zucchi spa, consolidata eccellenza nel settore della biancheria per la casa. Secondo quanto si apprende dalle fonti, l’imprenditore è deceduto nella sua casa di Milano nei giorni scorsi. Nella giornata di oggi si terranno i funerali presso la basilica di Sant’Ambrogio.

Addio a Giordano Zucchi

Giordano Zucchi è stato per ben 60 anni alla guida del gruppo tessile Zucchi/Bassetti, azienda italiana leader nel settore della biancheria per la casa. Dopo aver terminato gli studi classici, l’imprenditore si era laureato all’Università Bocconi, ricevendo dallo stesso ateneo il riconoscimento di “Bocconiano dell’anno” nel 1988.

Dopo aver completato il ciclo universitario, Giordano aveva quindi iniziato a lavorare nella ditta individuale Vincenzo Zucchi (fondata dal padre), rappresentando di fatto la seconda generazione insieme ai fratelli Rolando e Manlio. Per 15 anni è stato anche membro del Consiglio Superiore nella Banca d’Italia a Roma, così come ha anche ricoperto la carcia di presidente del Consiglio di Reggenza della sede di Milano.


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Sotto la sua guida, l’impresa tessile di famiglia ha attraversato gli anni del boom economico, e ha affrontanto tutti quei cambiamenti che hanno rivoluzionato il settore. Nel 1986 l’azienda ha poi acquisito la rivale Bassetti, dando vita a uno dei più importanti produttori di biancheria per la casa d’Europa. Un colosso made in Italy con un fatturato di 200 miliardi, 1.320 dipendenti e il 20% del mercato italiano.


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Il colosso italiano, però, ha dovuto sopportare anche i primi inciampi – quelli di una crisi arrivata con i primi anni 2000. Nel 2005, non a caso, l’azienda ha registrato una perdita di 51.14 milioni di euro, sotto la pressione della concorrenza, che proponeva sul mercato prodotti arrivati dall’Oriente a prezzi più bassi e più competitivi. Dopo licenziamenti e chiusure, la famiglia aveva scelto di aprire il capitale ai soci esteri fino alla cessione del controllo (si menziona il portiere juventino Gigi Buffon), fino a che nel 2016 non si è verificato il passaggio della società al fondo Astrance Capital.