Monti e Fornero a ruota libera: da Salvini “mostruoso” a Berlusconi in cerca di redenzione

Nel corso di una intervista su La 7  all’ “Aria di Domenica” con la giornalista Myrta Merlino, Mario Monti non hanno usato mezzi termini.

Una doppia intervista che è partita morbida, sui binari del ricordo e – perchè no – dell’emotività, e che si è trasformata però in un attacco politico vero e proprio. Parliamo del confronto condotto da Myrta ieri, durante la trasmissione “L’Aria di Domenica” su LA7: protagionisti l’ex presidente del Consiglio Mario Monti e l’ex Ministro del Lavoro Elsa Fornero, insieme nel governo “Lacrime e Sangue” che guidò il paese dall’autunno del 2011 alla primavera del 2013, quando terminò la XVIa legislatura e si tornò a votare. Un governo ricordato sopratutto per le pesanti politiche di austerità, prima fra tutte la riforma delle pensioni di Elsa Fornero, che diede origine alla categoria degli “esodati”. E l’intervista è partita proprio da lì, dalla rievocazione di quel periodo, dalla famosa conferenza stampa in cui la Fornero – illustrando la riforma e pensando ai sacrifici richiesti ai pensionati – si mise a piangere. Le domande, e sopratutto le risposte, si sono però presto spostate sulle figure politiche protagoniste, in qualche modo, di quella fase. O del dibattito (o speculazione) che si è sviluppato negli anni successivi su quel tema. Ed è a quel punto che sono emerse valutazioni politiche e personali molto forti.

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La redenzione di Silvio Berlusconi

Si è parlato ad esempio di Silvio Berlusconi: partendo dal suo ruolo nell’opposizione di oggi, anche in relazione al riposizionamento del centro destra sullo scostamento di bilancio recentemente votato: per Monti e la Fornero il Cavaliere sembrerebbe tornato al centro del dibattito politico, con la funzione di “ammorbidire” le posizioni più estreme di Salvini e Meloni. E di fatto sembrerebbe esserci riuscito: bisogna capire – sempre secondo i due intervistati – se la posizione del centro destra nasce da un cambio di visione oppure da una convenienza temporanea. Come per Berlusconi: “Anche perchè bisogna evitare che si dica che il governo e lo stesso leader di Forza Italia abbiano trovati un ‘modus vivendì'” afferma sarcastico Monti. Il riferimento è chiaramente al tentativo di scalata che la multinazionale francese Vivendì starebbe effettuando su Mediaset, e che magari l’intervento del governo potrebbe sventare. Su Berlusconi è intervenuta anche la Fornero, esprimendo una valutazione netta: per lei Berlusconi rappresenta la “complessità dell’essere umano”, anche perchè “non esistono persone tutte buone o tutte cattive”. E quindi Berlusconi “ha fatto cose negative per il paese” ma allo stesso tempo “ama l’Italia” e – sempre secondo la Fornero – in questa fase della sua vita potrebbe aver voglia di porsi come figura positiva, elemento di equilibrio, riferimento di saggezza. Una sorta di “padre della patria”, aggiungiamo noi, magari – chissà – pronto a diventare anche presidente della Repubblica.

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“Salvini? Mostruoso”

Il commento più duro è però stato riservato a Matteo Salvini, reo di aver speculato politicamemente sulla vicenda degli esodati e di aver – di fatto – scatenato gli istinti del suo elettorato contro la figura di Elsa Fornero. “Addirittura sui social ho letto di 25 modi per uccidere la Fornero” spiega Monti, che aggiunge: “Se Elsa non fosse stata una donna gli attacchi di Salvini non sarebbero stati così violenti”. L’ex ministra del Lavoro è ancora più diretta: “Salvini è stato mostruoso!“. Alla precisazione della conduttrice rispetto al fatto che non si può essere responsabili di ciò che poi scrivono altre persone, nel caso specifico sui social network, la Fornero ha spiegato che, secondo lei, il leader della Lega avrebbe comunque indotto i suoi follower a commenti inaccettabili. Un commento che non può non essere considerato un attacco diretto e forte: che sia comprensibile o meno è una valutazione che bisogna legare sia a fatti pubblici che a percezioni soggettive. Ma una valutazione del genere non può essere soltanto considerata una rilettura innocua ed emotiva di eventi che furono.

Conte ed i ministri che non ha scelto

Monti e Fornero hanno anche parlato del governo Conte: e anche qui è partita una frecciata niente male. Alla domanda sulla bontà o meno del progetto dell’attuale premier di voler creare un gruppo di lavoro che si occupi di gestire i soldi in arrivo dall’Europa, la risposta di Mario Monti è chiara: “Un presidente del consiglio deve comporre il governo con le migliori risorse possibili. Capisco Conte, che nella sua prima esperienza si è trovato ministri decisivi dai due suoi vice. E anche in questa seconda, un pò la stessa cosa: capisco che abbia bisogno di cervelli accanto. Il che è, evidentemente, un giudizio di merito (e negativo) sul valore degli attuali ministri, e su quelli del governo precedente, il cosidetto governo gialloverde. Senza peli sulla lingua, senza mezzi termini.