Covid, tamponi abusivi e reagenti scaduti: anomalie in 67 centri italiani

Sono già state contestate 94 violazioni penali ed amministrative al termine di quasi 300 controlli in aziende e laboratori di analisi, privati e convenzionati, in tutta Italia. Una buona parte delle irregolarità riguarda lo svolgimento dei tamponi senza autorizzazione.

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Tamponi per il Covid e test sierologici eseguiti senza autorizzazione, casi di positività mai comunicati o segnalati con ritardo alle Asl sul territorio e molte altre inesattezze che rendono la situazione sanitaria italiana ancora più pericolosa. I Nas nell’ultima settimana hanno controllato quasi 300 aziende e laboratori di analisi, privati e convenzionati, in tutta Italia, riscontrando diverse inesattezze in almeno 67 centri. Nel mirino dei carabinieri sono finite anche diverse strutture operanti nel commercio e nell’erogazione di test di analisi molecolari, antigenichi e sierologici. Inoltre sono state contestate 94 violazioni penali ed amministrative, per un ammontare di 145mila euro di sanzioni pecuniarie.


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Il 15% delle irregolarità riguarda il mancato possesso delle autorizzazioni a fare i tamponi o lo svolgimento dell’esame in ambienti non idonei.” Il 14% la omessa o ritardata comunicazione delle positività”. Inosservanze “di particolare gravità per la perdita di informazioni utili alla corretta e tempestiva tracciatura di casi e conseguente diffusione incontrollata di situazioni di contagio”, sottolineano i Nas in una nota sul caso. E’ stata inoltre accertata: la mancata predisposizione ed attuazione di piani e protocolli preventivi all’interno delle cliniche, la carenza di procedure gestionali, di prodotti igienizzanti e di sanificazione dei locali (11%), e di requisiti tecnici e professionali nell’esecuzione degli accertamenti diagnostici. In 6 casi si è, riscontrata l’assenza di tecnici di laboratorio abilitati e l’uso di reagenti e diagnostici scaduti, comunque impiegati nell’effettuazione delle analisi.


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Nel corso delle verifiche, i carabinieri hanno individuato anche l’attivazione abusiva di punti prelievo, ematici e biologici, senza le condizioni igienico-sanitarie idonee. In un caso, è stata avviata una campagna di screening della popolazione, affidata da alcuni Comuni ad un laboratorio, senza alcuna comunicazione preventiva all’Autorità sanitaria. Un ulteriore fenomeno: la vendita al dettaglio ai clienti, presso farmacie o addirittura in erboristeria e profumeria. Vengono venduti alcuni kit di analisi sierologiche anticorpali destinati al solo uso professionale sanitario e non adatti all’autodiagnosi. Proprio in tale contesto sono stati sequestrati 153 kit irregolarmente detenuti per la vendita al dettaglio o per l’effettuazione di analisi e test.