Luca Zaia: “Messe di Natale? Se il problema è assembramento, allora chiudiamo anche le Chiese”

Luca Zaia, nella Conferenza stampa delle ore 12.30, ha informato direttamente dalla sede della Protezione Civile di Marghera la situazione attuale del Coronavirus in Veneto. Il valore delle Rt sale, tanto che la Regione potrebbe scivolare dalla zona gialla a quella arancione o rossa.

Messe di Natale?Premesso che credo che i problemi da affrontare siano altri, ma c’è sempre il problema dell’assembramento: se la chiesa presenta questa problematica allora bisogna chiudere”. A dirlo è stato Luca Zaia, direttamente dalla sede della Protezione Civile di Marghera dove questa mattina, alle ore 12.30, si è tenuta la consueta Conferenza stampa sulla situazione attuale del Coronavirus in Veneto. Zaia ha informato ciò che è emerso nell’incontro fra Regioni e Governo: si lavora ad una bozza per gestire questa seconda ondata, per gestire i Ristori – sarebbe intenzione di Conte destinare 250milioni di euro per le restrizioni regionali -, per cercare di bilanciare il Natale tra desideri della popolazione e necessità di salvare l’economia senza rimpiombare nell’incubo dell’estate.

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Il Veneto ha registrato 2535 nuovi contagi nelle ultime 24 ore, dati che allarmano: “Siamo nella fase alta della curva Covid, speriamo non riparta verso l’alto e invece scenda. Il virus è meno presente di marzo ma il contagio è maggiore, questo significa che il distanziamento fra cittadini è più blando. L’incidenza è paurosa oggi e gli assembramenti sono il vero veicolo del virus”, ha proseguito il governatore. Quanto alle ipotesi del nuovo Decreto, Zaia ha richiesto l’esigenza di una prospettiva chiara e precisa, anche per quanto riguarda le varie misure economiche. Per ora, però, niente testo: “Per diventare legge il nuovo Dpcm deve avere il voto delle Regioni, ma ce lo potrebbero inviare anche mezz’ora prima di pubblicarlo. Spererei di avere il tempo per leggerlo e lavorare insieme”.

A causa dell’aumento dell’indice di contagio, il Veneto potrebbe cambiare colore: “Siamo in zona gialla perché i parametri nazionali dicono che siamo zona gialla. Sembra che la zona gialla sia più lassista delle altre, e invece le norme contro l’assembramento ci sono, come tutte le altre zone”, ha chiarito Zaia. Tuttavia, il rischio è un cambio di colore che potrebbe arrivare da un momento all’altro.