L’Eredità e Flavio Insinna massacrati sul web: ecco la tremenda gaffe

Non è la prima volta che il quiz di Rai Uno condotto da Flavio Insinna finisce nel mirino del web: secondo alcuni le domande de L’Eredità non sono sempre corrette.

Flavio Insinna a L'Eredità
Flavio Insinna- Foto tv- Meteoweek

Parliamo di uno dei quiz più seguiti del piccolo schermo italiano, passato di testimone in testimone tra i principali conduttori nostrani, ma restando un punto fisso del palinsesto Rai.

L’Eredità attira ogni giorno migliaia di telespettatori che, davanti alla tv, provano a rispondere in maniera corretta alle domande selezionate dagli autori.

Flavio Insinna nel mirino del web per un errore storico

Molto spesso, però, gli spettatori più esperti si sono resi conto di alcuni erroracci nella predisposizione delle domande da sottoporre ai concorrenti che si sfidano per vincere il Montepremi sotto la guida di Flavio Insinna.

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Incredibili gaffe storiche che non si addicono ad un programma in onda tutti i giorni sul canale principale della televisione pubblica e dal quale ci si aspetterebbe un’informazione completa e puntuale.

L’Eredità: gli autori sbagliano data, è bufera

In particolare la puntata che è andata in onda il 25 dicembre, la sera di Natale, si è rivelata, per certi aspetti, un completo disastro. A segnalare la tremenda gaffe è stato, prima di tutti, Mario Adinolfi, su Facebook. Cos’è accaduto esattamente? Una domanda del quiz chiedeva ad un concorrente di rispondere in merito alle frasi pronunciate da Camillo Benso Conte di Cavour nel 1869.

Flavio Insinna a L'Eredità
Flavio Insinna- Foto tv- Meteoweek

Chiunque abbia, però, una minima nozione di date e Storia, sa bene che Cavour era morto, in realtà, otto anni prima, per la precisione il 6 giugno 1861. Uno scivolone imperdonabile degli autori del quiz che ha messo in imbarazzo il conduttore Insinna: sui social si è scatenato un putiferio contro la trasmissione campione di ascolti.

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A rendersi conto dell’errore, però, non è stato solo Adinolfi, ma è stato proprio lui a puntare il dito con parole decisamente pungenti: “Un altro bel colpo piazzato dal direttore Stefano Coletta. La Rai, la principale azienda culturale italiana. In mano agli ignoranti. Una perfetta fotografia del paese”.