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E’ il giorno del vaccino: primi 5 immunizzati allo Spallanzani di Roma

Anche in Italia parte la campagna vaccinale anti-Covid 19. Momento storico, l’obiettivo è arrivare all’immunità di gregge a settembre.

Tra qualche anno la giornata di oggi, il 27 dicembre, il “VaccineDay”, forse la leggeremo sui libri di storia. Magari i nostri figli, o i nostri nipoti: il giorno in cui in Europa è partita la campagna vaccinale per sconfiggere il coronavirus. Questa mattina, poco prima delle sette e mezza, i primi cinque operatori sanitari dell’ospedale romano “Lazzaro Spallanzani” si sono vaccinati. Un luogo-simbolo, lo Spallanzani: fu proprio qui, nell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive, che nel febbraio scorso furono ricoverato i due turisti cinesi che si erano ammalati. Nessuno, in quei giorni, avrebbe mai immaginato l’inferno che si sarebbe scatenato di lì a breve. Oggi in qualche modo quel cerchio si chiude, e si inizia il percorso verso l’uscita dal tunnel: non solo della malattia, ma anche dell’immensa crisi economica e sociale che la pandemia ha portato con sè.

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Maria Rosaria Capobianchi, Claudia Alivernini, Omar Altobelli. E subito dopo Alessandra D’Abramo ed Alessandra Vergori: questi i nomi dei primi cinque italiani vaccinati. Sono, nell’ordine, la direttrice del laboratorio di Virologia dell’ospedale, una infermiera, un operatore socio-sanitario e due infettivologhe. Tutti quanti lavorano allo Spallanzani. Alle 7,20 precise il siero è stato inoculato a Capobianchi, Alivernini e Altobelli: “Mi sento benissimo, sono emozionata, ma ancora più che emozionata sono inorgoglita” ha dichiarato ai giornalisti la biologa Capobianchi: “Spero che questo privilegio sia esteso presto a tutti, non dobbiamo ancora cantare vittoria”. Il piano è quello di vaccinare un numero sufficiente di italiani tale da garantire una immunità “di gregge” entro settembre, quando riapriranno le scuole.

“Oggi l’Italia si risveglia. E’ il #VaccineDay. Questa data ci rimarrà per sempre impressa. Partiamo dagli operatori sanitari e dalle fasce più fragili per poi estendere a tutta la popolazione la possibilità di conseguire l’immunità e sconfiggere definitivamente questo virus” commenta il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, su Twitter. Allo Spallanzani erano presenti, per la partenza della campagna vaccinale,  anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, e il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri. “Non è la fine, è ancora lunga ma è l’inizio della fine. Passo dopo passo, grazie agli operatori sanitari, è l’inizio della fine” ha dichiarato ai giornalisti presenti Zingaretti, mentre per Arcuri la giornata di oggi è “uno spiraglio dopo una lunga notte, il giorno arriverà quando il 70-80% degli italiani sarà stato vaccinato, più autunno che estate”.

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E allo Spallanzani di Roma si stanno aggiungendo, in queste ore, altri ospedali in tutta Italia, che dopo aver ricevuto le dosi assegnate ad ogni regione partiranno con le vaccinazioni. L’Ospedale Civico a Palermo, il Niguarda di Milano, il Policlinico di Bari,  l’Azienda Ospedaliera di Perugia e quella di Padova, l’ospedale Amedeo Savoia di Torino sono i primi centri che hanno ricevuto il vaccino. Ma tutte le regioni saranno coperte, anche se con poche centinaia di dosi ognuna, per questa prima “simbolica” fase di vaccinazione. Un momento storico che, parafrasando Winston Churchill, non è la fine, e nemmeno l’inizio della fine. Ma può essere la fine dell’inizio.