Nashville: identificato il responsabile dell’esplosione: è morto

Non ci sono dubbi sull’identità della vittima della violentissima esplosione della mattina di Natale a Nashville: è quella dell’attentatore

Si è conclusa in meno di quarantott’ore l’indagine sulla violentissima esplosione che ha squarciato il cielo di Nashville nella mattina di Natale.

Nashville, attentato suicida

L’autore dell’attentato si chiamava Anthony Quinn Warner e aveva 63 anni. Sarebbe stato lui a imbottire di esplosivo il camper che è esploso nella zona nord della città, nei pressi della. AT&T Tower causando gravissimi danni strutturali a numerosi edifici e facendo piombare nell’incubo mezza città. Migliaia le persone che sono scese in strada svegliate dal boato mentre centinaia di vetri sono andati in frantumi.

Il bilancio dell’attentato, alla fine, è di tre vittime e altrettanti feriti. I danni sono estremamente ingenti: alcune decine di milioni di dollari…

Ma secondo gli analisti dell’FBI le cose potevano andare molto peggio. Da quello che si è capito, infatti, Warner si sarebbe fatto esplodere insieme al mezzo dopo aver capito di essere stato identificato da alcuni agenti della polizia metropolitana della città.

Altri spari senza un perché

Non è invece ancora chiaro che cosa lo abbia spinto a un gesto tanto estremo.si indaga sulla sua vita, sulla sua famiglia, su quelli che potrebbero essere alcuni retroscena che riguardano la sua attività professionale. Non c’è dubbio che i resti all’interno del camper siano i suoi, confermati dal test del DNA. Di fatto si è trattato di un attentato suicida le cui circostanze e motivazioni, forse, potranno essere chiare soltanto nei prossimi giorni dopo che gli agenti avranno perquisito l’appartamento dell’uomo e ascoltato le persone a lui più vicine.

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Intanto, ieri, si è registrata una nuova sparatoria a Rockford, in Illinois: tre morti e tre feriti. Il responsabile è stato arrestato. Si tratta di Duke Webb, un militare di 37 anni residente in Florida. Apparentemente non avrebbe avuto alcuna relazione con le vittime e i feriti, il suo sarebbe stato un gesto di follia, del tutto improvviso e casuale.