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A scuola a 90 anni nonostante la pandemia, Franceschino vuole il diploma

Franceschino Vargiu, 90 anni, nonostante la pandemia torna a studiare. L’anziano uomo ha dovuto interrompere gli studi per la seconda guerra mondiale, ora frequenta le serali.

A scuola a 90 anni nonostante la pandemia

Franceschino Vargiu, 90 anni, residente a Dolianova in provincia di Cagliari, nonostante la guerra ha preso la licenza elementare nel 1942. Ma, a causa della seconda guerra mondiale ha poi dovuto interrompere i suoi studi. Eppure, Franceschino a 90 anni compiuti lo scorso ottobre continua ad andare a scuola. L’uomo ha raccontato all’AGI di essersi iscritto a scuola per continuare gli studi e ha aggiunto di volersi anche iscrivere ad un corso di informatica. “Ho letto il nome di una strada: via Antonio Gramsci. Sotto c’era scritto: pensatore sardo. Mi sono incuriosito, non lo conoscevo. Ho letto una biografia e mi è tornata la voglia di studiare”: ha detto Franceschino.

Già da quattro anni l’uomo frequenta le serali del paese dove ha condiviso l’aula con sedicenni, trentenni che riprendono gli studi e altri che, come lui arrivati alla pensione, hanno finalmente il tempo necessario per coltivare le proprie passioni. Franceschino ha persino trascorso un anno scolastico in classe con suo nipote che da sempre lo supporta per gli acquisti online dei libri.

A scuola a 90 anni nonostante la pandemia

‘Tziu Franceschinu’, come lo chiamano in molti, non ha avuto una vita semplice. Nato in una famiglia povera, Franceschino ha dovuto andare a scuola scalzo e con i pantaloni rattoppati. Bocciato due volte, “lavoravo già e nessuno mi poteva seguire”, racconta l’uomo. Nel 1942, con la seconda guerra mondiale ancora in corso, per le strade di Dolianova c’erano molto soldati. L’edificio scolastico era stato trasformato in ospedale militare e i bambini del paese, riuniti in una pluriclasse e trasferiti in un’abitazione privata, avevano frequentato poco.

“All’esame mi dissero che mi promuovevano per anzianità. Avevo già 12 anni”: ha raccontato, ridendo. “A proseguire gli studi nemmeno ci ho pensato. La mia famiglia aveva bisogno di soldi, allora andava così. Ho iniziato scalzo, sollevavo blocchi di pietra più pesanti di me. Mi facevano salire su una scala di legno che si fletteva, avevo paura di cadere e finire schiacciato dal carico. Alla scuola allora non ci pensavo. Anche se nel ’57 ho provato con le serali, ma sono dovuto ripartire e ho abbandonato a metà”: ricorda Franceschino che, dopo il militare, è emigrato in Svizzera dove ha fatto il muratore per molti anni. E lì sarebbe rimasto se sua moglie non avesse insistito per riavvicinarsi alla famiglia.

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Ma dopo la pensione, Franceschino ha incontrato un vecchio compagno delle elementari, divenuto negli anni professore e preside, il quale gli ha regalato un volume sulle strade del paese. Lì c’era il nome di Gramsci che ha innescato il desiderio di tornare a studiare. Così, l’uomo a 86 anni si è iscritto al Cpia, centro provinciale istruzione per gli adulti, e dopo un anno di frequenza regolare ha sostenuto l’esame, accompagnato all’orale proprio dall’ex compagno di scuola.

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Franceschino ha scritto la sua tesina tutta a mano, focalizzandosi sul tema della prima guerra mondiale. “Mio padre l’aveva combattuta. Mi raccontava del Piave, era nella Brigata Sassari con Emilio Lussu. Per questo la professoressa mi aveva suggerito di leggere ‘Un anno sull’Altipiano’, mi è piaciuto molto. Tutti mi hanno chiesto perché non avessi portato la Seconda guerra mondiale, ma io a quel periodo proprio non ci voglio pensare. Ho sofferto troppo: fame, sacrifici, dolori”: racconta l’uomo. Eppure, Franceschino ha detto di “preferire” la guerra alla pandemia. “Allora ero giovane, c’era più comunità. E poi con questa mascherina faccio troppa fatica, non riesco ad abituarmi. Peggio oggi, che le devo dire”: ha detto l’uomo ridendo.