Covid: “La scuola non deve pagare il prezzo della terza ondata” [VIDEO]

La dirigente scolastica del liceo Giulio Cesare di Roma, Paola Senesi, racconta i timori sull’eventualità di una terza ondata di coronavirus.

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Paola Senesi, dirigente scolastica del liceo Giulio Cesare di Roma. Credit: Meteoweek Video
Gli studenti non dovranno pagare il prezzo di una eventuale terza ondata. È questa la speranza di Paola Senesi, dirigente scolastica del liceo Giulio Cesare di Roma. Lo ha detto in un’intervista rilasciata a Meteoweek.com. Stando alle parole della preside, “l’esperienza pregressa dei primi mesi di scuola ha in qualche modo dimostrato che una percentuale così alta di contagi all’interno delle istituzioni scolastiche non c’è. Nel senso che le scuole hanno adottato le misure previste per la sicurezza, per il contrasto e la prevenzione della diffusione del Sars-Cov-2. E di conseguenza la situazione nelle scuole è sicura”, spiega Senesi.

Il ritorno degli alunni in presenza

Secondo la dirigente scolastica tutelare la salute dei ragazzi è tanto importante quanto proteggere il loro diritto allo studio. Non possiamo evitare che ci possa essere un contagio. Il rischio zero non esiste. Però è altrettanto importante – sottolinea la preside – evitare che ci siano rischi per il futuro per questi giovani perché il danno può esserci stato a livello di sviluppo di conoscenze, di applicazione di quelle che sono le buone norme per favorire la maturazione dei giovani anche in senso solidale e sociale. Pertanto mi auguro vivamente che, qualora ci fosse una nuova ondata non sarà la scuola a dover pagare il prezzo di una situazione di emergenza tale da dover prevedere misure restrittive alle varie libertà”.

I limiti della didattica a distanza

In che modo potrebbe avvenire il ritorno degli alunni in presenza delle aule? “Mi auguro – aggiunge Senesi – che ci siano delle condizioni affinché i giovani possano continuare a venire in presenza, alternando magari alla didattica a distanza proprio la didattica in presenza di modo di poterli accompagnare”. Anche perché, continua, i mezzi telematici utilizzati da marzo 2020 sono stati “preziosi, ma non sufficienti”. Ai ragazzi così giovani infatti, spiega la preside del liceo di Roma, “serve il poter confrontarsi con gli altri. Serve il poter mettere a frutto conoscenze, abilità e competenze che vengono man mano sviluppate. Questo va fatto sempre insieme agli altri, mantenendo viva una questione sociale che la scuola ha sempre garantito“.

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L’importanza dei vaccini per il personale scolastico

Per concludere, un commento sulla distribuzione dei vaccini. Approvato in questi giorni dall’Ema (European Medicines Agency), il farmaco inizierà a circolare nei Paesi europei a partire dal 27 dicembre 2020. I primi in lista per essere vaccinati sono medici e infermieri. A che punto dell’elenco dovrebbe essere il personale scolastico? “È importante che ci sia una tutela della salute dei lavoratori, e in particolare dei lavoratori più esposti. Tra questi sicuramente c’è il personale della scuola”, dice Senesi. Ma aggiunge anche: “Ritengo che ci debba essere una sorta di prevenzione, di tutela, di verifica anche ciclica di quelle che sono le condizioni del contagio e quindi di salute dei giovani”.

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