ReiThera Spallanzani, come funziona il vaccino italiano contro il Covid

Si chiama ReiThera, prende il nome dell’ospedale Spallanzani dove è stato sviluppato e ha delle particolarità che meritano di essere spiegate

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La produzione dei vaccini è la chiave della lotta al coronavirus e se l’Italia fino a questo momento si è appoggiata sulle dosi provenienti dalla dotazione dell’Unione Europea, il Reithera è una risposta importante per i mesi che verranno.

ReiThera, come funziona

La definizione tecnica del vaccino italiano è Grad-Cov2 e utilizza come vettore un adenovirus: si tratta di un ceppo di virus molto comune, cui appartiene anche il raffreddore, dei gorilla. Nell’adenovirus è stato innestata la proteina spike del coronavirus. La sua particolarità è quella di non potersi replicare nell’organismo generando 28 giorni dopo l’iniezione gli anticorpi necessari.

I dati sono evidenziati dalla relazione del professor Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Ospedale Spallanzani di Roma: “I test dicono che oltre il 94% dei soggetti nella fascia d’età 18-55 anni vaccinati con una sola dose ha prodotto anticorpi, ed oltre il 92,5 per cento ha sviluppato anticorpi con potere neutralizzante nei confronti del virus”.

I risultati dei riguardano 44 volontari: 42 dei quali ora sono immuni.

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L’esercito di anticorpi

Il professor Ippolito parla degli anticorpi come di un ‘esercito’: le cellule T sono quelle che lavorano sulle cellule infette, sono gli organizzatori del movimento di resistenza al virus, il motore dell’immunità.

“La risposta cellulare – ha continuato Ippolito – è robusta in tutti i soggetti valutabili nella fascia d’età 18-55 anni. Ma anche quella osservata nei soggetti anziani è promettente, non ,olto lontana da quella dei soggetti più giovani sottoposti ai test”.

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Reithera Ippolito
Il professor Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani di Roma (Getty Images)

Tempi e approvazione

In questi giorni si è parlato molto di effetti collaterali: “Si parla di pochi effetti indesiderati più lievi rispetto ai vaccini Pfizer e Moderna – conclude la ricerca del dottor Stefano Milleri, direttore scientifico del Centro ricerche cliniche di Verona – arrossamenti nella zona della puntura, qualche linea di febbre, un po’ di mal di testa, tutti sintomi spariti nel giro di poche ore”.

Ora inizia il percorso per l’approvazione dell’agenzia europea del farmaco: entro la fine dell’estate. Forse anche prima.