Il virus in Gran Bretagna, record di casi e morti a 68.000 e 1.325

In Gran Bretagna il virus non arresta la sua drammatica corsa, alle prese con il dilagare di varianti più virulente del coronavirus emerse in queste settimane, che salgono rispettivamente a 68.053 e a 1.325 ultime 24 ore secondo i dati odierni diffusi dal governo britannico.

Anche per i test quotidiani è record, che schizzano a quasi 620.000. Intanto l’indice Rt di diffusione dell’infezione – calcolato prima dell’entrata in vigore del terzo lockdown – è stato rivisto da 1,1-1,1,3 a 1-1,4, in lieve calo nei territori meno colpiti, ma in aumento nelle aree più investite dalla nuova variante come quella di Londra.

La situazione in Gran Bretagna, l’allerta del sindaco di Londra

Il precedente record di morti giornalieri per Covid nel Regno Unito risaliva ad aprile, quando nelle 24 ore peggiori della prima ondata della pandemia furono censite 1224 vittime. Ma in quella occasione vennero contati anche decessi avvenuti in giornate precedenti e recuperati a causa di ritardi statistici; altrimenti il picco è stato quello registrato ieri a quota 1162. In totale il numero delle persone decedute nel Paese con l’indicazione del contagio da Covid diagnosticata entro i 28 giorni precedenti alla morte sale così a quasi 80.000 (79.833 secondo i dati ufficiali aggiornati a oggi). In cifra assoluta si tratta della somma più alta d’Europa, mentre in rapporto alla popolazione sia il Belgio sia l’Italia continuano ad avere un bilancio peggiore del Regno, che invece precede ora di poco Spagna e Francia.

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Aumentano i ricoveri negli ospedali

Parallelamente continuano ad aumentare i ricoveri negli ospedali di pazienti con sintomi di infezione da coronavirus, arrivati a quasi 4000 al giorno e a un totale che ha superato 30.000, più di 10.000 solo da Natale, e che minaccia in particolare di sommergere i reparti ospedalieri di Londra: dove oggi il sindaco Sadiq Khan ha dichiarato un’allerta da “incidente grave” chiedendo risorse aggiuntive al governo nazionale di Boris Johnson e rilanciando l’allarme sul rischio di un’insufficienza di posti letto complessivi entro “un paio di settimane” in città se nel frattempo il lockdown non contribuirà a far calare “drasticamente” i contagi.