Vaccino, non si potrà scegliere quale siero farsi iniettare: Pfizer ai più deboli, Astra Zeneca ai giovani

Vaccino, non si potrà scegliere quale siero farsi iniettare: Pfizer ai più deboli, Astra Zeneca ai giovani. Ecco perché

Vaccino -Meteoweek.com

 

Non sarà possibile scegliere quale dei vaccini a disposizione farsi iniettare. Sarà il Ministero della Salute a decidere procedure, logistica e fasce di età a cui assegnare un determinato vaccino. Dopo i risultati delle varie sperimentazioni (ragion per cui l’Ema ha concesso l’autorizzazione), il vaccino Pfizer-Biontech ha mostrato un’efficacia del 95%, e il Moderna del 94,1%. Si tratta di un’efficacia molto alta, ecco perché sono confermati anche per i più anziani, considerati più a rischio. Nelle prossime settimane, anche se dovesse essere pronto il terzo vaccino, quello Astra Zeneca, i primi due saranno iniettati agli over 70.

Ci saranno chiaramente altri aspetti nella decisione delle strategie da adottare. Il vaccino Pfizer-BioNTech deve essere mantenuto a una temperatura sotto ai meno 70 gradi, e ciò obbliga all’esecuzione della somministrazione in strutture ospedaliere. Moderna invece può essere conservato a meno 20 gradi per 6 mesi, in un frigo normale per 1 mese. In poche parole, il vaccino di Moderna può essere inoculato anche dal medico di base.

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Tuttavia, però, la scelta è limitata per via delle dosi: per Pfizer si avranno 470 mila dosi a settimana, per Moderna ci saranno molte meno dosi. Da lunedì Moderna invierà appena 100mila dosi, e in totale nei primi 3 mesi arriveranno in tutto 1,3 milioni di dosi. Considerando che ci vuole una doppia somministrazione, il contributo è piuttosto modesto. Per ciò che concerne la seconda dose, per il vaccino Pfizer va fatta dopo 3 settimane dalla prima, per Moderna dopo 4. Ergo per i più giovani, per velocizzare il tutto, si punterebbe su Astra Zeneca, ma c’è stato un ulteriore approfondimento sulla sperimentazione, e quindi, volendo essere ottimisti, l’ok sarebbe dato tra 3-4 settimane. Tuttavia, i vantaggi sarebbero diversi: il nostro Paese ne ha già comprate 40 milioni di dosi che in gran parte sarebbero già pronte per essere consegnate, l’infialamento si svolge nel Lazio e le dosi si possono mantenere in un frigo normale, per cui si sta pensando di somministrarlo anche dal medico di famiglia e in farmacia.

Vaccino Astra Zeneca, il nodo da sciogliere

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L’unico nodo da sciogliere è che nel corso della sperimentazione si è utilizzato un dosaggio diverso. Infatti ad alcuni volontari si è iniettata una dose intera in 2 volte e l’efficacia è stata pari al 62%. Ad altri hanno iniettato prima mezza dose, poi per la seconda iniezione, una dose intera. E, inaspettatamente, questo metodo ha mostrato di essere efficace al 90%. L’unico problema è che finora questo tipo di sperimentazione si è eseguita solo su persone under 55.

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Si stanno ancora eseguendo test per i più anziani. Se l’Ema darà l’ok, l’ipotesi è che a febbraio possa essere già usato per vaccinare in massa gli under 55 per combattere la diffusione del Covid. Infine a marzo aprile potrebbe esserci già un quarto vaccino, Johnson & Johnson, di cui il nostro Paese aspetta 50 milioni di dosi, e che non richiede temperature molto basse, tant’è che può essere mantenuto tra i -2 e i -8 gradi per 3 mesi. Soprattutto ha un vantaggio importantissimo, ossia che ne è prevista un’unica dose.