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Matteo Renzi contro Mattarella: quando l’interesse personale rischia di andare contro quello generale

Da una parte Matteo Renzi, leader politico a capo di Italia Viva e attualmente parte della maggioranza. Dall’altra Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica. Da una parte, l’interesse personale. Dall’altra, l’interesse pubblico: cosa accade quando il primo scavalca il secondo?

“Serietà, collaborazione e senso del dovere, solo loro ci permetteranno di proteggerci e ripartire”. Così, nel discorso di fine anno, Sergio Mattarella si è espresso riguardo il difficile momento che stiamo vivendo, facendo menzione anche dello scenario politico – il 31 dicembre già in crisi – e del Recovery Plan, approvato poi ieri in Consiglio dei Ministri. “La declinazione nazionale del piano europeo per la ripresa deve essere concreta, efficace, rigorosa, senza disperdere risorse, possono permetterci di superare fragilità strutturali che hanno impedito all’Italia di crescere come aveva potuto”, proseguiva Mattarella chiedendo serietà, impegno, azione nel nome dell’interesse generale e messa da parte dei protagonismi.  Ma le cose, poi, non sono andate esattamente così.

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E’ arrivato, alla fine, l’ultimatum di Matteo Renzi che ha annunciato l’abbandono delle Ministre renziane dall’attuale esecutivo aprendo così ufficialmente la crisi di governo. E le critiche contro il senatore di Italia Viva piovono a dirotto. Tutti, o quasi, lo accusano di aver agito in nome dei propri interessi personali e non, invece, nel nome dell’interesse del Paese che non aveva bisogno di certo di una crisi politica vista l’attuale crisi pandemica già in corso. Agguerrito, il PD, ma anche Clemente Mastella che arriva in soccorso con l’ipotesi di un gruppetto di senatori da richiamare per salvare il Presidente del Consiglio.

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L’Italia soffre e ora i problemi aumentano. Cosa farà, quindi, Mattarella? Gli scenari sono 5. Prima ipotesi, è quella di un Conte ter con la stessa maggioranza. Giuseppe Conte resta presidente del Consiglio e si avvia un rilancio dell’azione dell’esecutivo. La seconda ipotesi vede invece un Conte Ter con una nuova maggioranza: in questo caso, Italia Viva dovrebbe essere sostituita ma si potrebbe optare per un ripescaggio di quei senatori di Italia viva che non vogliono seguire Matteo Renzi, oltre che nel Gruppo Misto. La terza ipotesi vede ancora in scena l’attuale maggiorana, ma con un altro Premier. Mattarella darebbe quindi l’incarico a qualcun altro che potrebbe essere trovato anche nel partito di Italia Viva. La quarta ipotesi mette in campo un governo istituzionale. In questo caso, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella potrebbe anche optare per il governo istituzionale. Spunta, in questo caso, il nome di Mario Draghi. La quinta ipotesi , sostenuta dal centro destra che, visti i sondaggi, ne avrebbe tutti vantaggi, è quella del voto: se non si trova una maggioranza alternativa, o un nuovo nome per la guida del Paese, allora si va al voto. Ma l’ipotesi sarebbe la più distante dalla realtà e la meno probabile.