San Patrignano, anche i Vip nella comunità di Muccioli | Il fondatore ha fatto bene o ha fatto male?

SanPa è il documentario, prodotto da Ganluca Neri per Netflix, che riporta alla luce gli orrori, le luci e le ombre, della Comunità di recupero per tossico dipendenti fondata da Vincenzo Muccioli. Il Giornale.it ha chiesto l’opinione del giornalista Giovanni Minoli e di Livia Turco, ex ministro nei due governi Prodi sul suo ideatore. Chi era realmente Muccioli?

San Pa -Documentario Netflix – Meteoweek

Il “Santo” Muccioli

Fece scalpore allora e fa scalpore e rabbrividire ancora adesso, dopo che Gianluca Neri attraverso un documentario, ha riesumato vecchi documenti, interviste e filmati dei tempi in cui San Petrignano, rappresentava l’ultimo traguardo dei drogati, prima della rinascita.

Persone ai margini della società, eroinomani incalliti, che volevano o dovevano intraprendere la metamorfosi verso la “normalità” perduta, si recavano a San Patrignano: erano gli anni Settanta. Sugli accumuli delle carte, delle immagini, delle scene raccapriccianti, si fa avanti un solo nome ed è quello del suo fondatore Vincenzo Muccioli, amato e osannato ma anche criticato e perseguitato per le sue tecniche discutibili applicate per condurre i tossici, alla disintossicazione del corpo e della mente.

Ha fatto bene o ha fatto male?

Sulle colpe e le discolpe di Muccioli, il Giornale.it ne ha discusso con Giovanni Minoli e di Livia Turco, i quali hanno dimostrato di avere opinioni contrastanti, basate molto anche su opinioni politiche opposte. Il giornalista ammette che il documentario di Neri, successo su Netflix, ha un che di “tendenzioso”e sottolinea che “quasi tutti i tribunali italiani li mandavano i condannati perché fossero curati a San Patrignano.

Livia Turco a tal proposito ritiene che le inchieste che hanno coinvolto il fondatore, che per molti appariva come una sorta di Santone, non rappresentano una persecuzione giudiziaria: “Erano fatti ben precisi”.

La Turco inoltre parla della lotta alla droga, di come la sinistra abbia portato avanti con determinazione questo tema, mettendolo al centro del dibattito politico e basandolo su uno slogan ben preciso: “prevenire, educare e non punire.Avevamo fatto una legge per dare risorse alle comunità, i form anti-droga e aiutavamo sia i servizi pubbliche sia le comunità terapeutiche. Anche i miei amici don Benzi e don Ciotti erano su una linea diversa da San Patrignano. “ Ha puntualizzato l’ex Ministro della Salute e aggiunge: “Non era la sinistra che aveva un’ostilità o preconcetti verso San Patrignano.”

Il giornalista Giovanni Minoli non la pensa allo stesso modo. Mette in risalto il fatto che nella Romagna “cattocomunista”, Muccioli è andato oltre, riuscendo a fare ciò che “né la Chiesa né il Partito Comunista sono riusciti a fare, cioè occuparsi degli ultimi”.

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San Pa -Documentario Netflix – Meteoweek

La comunità dei Vip

San Patrignano, fu però anche meta di molti Vip e uno che spicca tra gli altri è Paolo Villaggio. Forse la presenza di gente nota ha messo ancor di più Vincenzo Muccioli al centro dell’interesse mediatico che nel bene o nel male ha fatto tanto parlare della sua comunità. Comunità che non evitava le punizioni, a volte molto rigide. Pratica che come ricorda Livia Turco, la comunità di San Patrignano di oggi, ha abolito.

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“Muccioli diventò un fenomeno mediatico perché faceva una cosa che non faceva nessun altro, cioè cercava di salvare i drogati con una certa insistenza e con risultato. Ha sottolineato Minoli