“Non c’è solo un nome per Palazzo Chigi”: ecco chi potrebbe sostituire Giuseppe Conte

Spunta il nome di Mario Draghi come sostituto di Giuseppe Conte, dopo che Matteo Renzi ha aperto ufficialmente la crisi di governo. Ma non è l’unico.

Cosa succede, adesso, dopo che Matteo Renzi ha formalmente aperto la crisi di Governo? Il Presidente del Consiglio potrebbe rassegnare le sue dimissioni oppure chiedere di andare alle Camere per cercare i voti. Ma, se non li avesse, sarebbe costretto ad uscire di scena. La palla passerebbe quindi tra le mani di Sergio Mattarella che potrebbe chiedere – nel caso in cui Conte si presentasse al Quirinale dopo aver dato le dimissioni – di restare in carica. Inoltre, Mattarella dovrebbe consultare le forze politiche per l’ipotesi di una maggioranza con un nuovo patto programmatico. Nascerebbe, in questo caso, il Conte ter. Ma, se questo non dovesse accadere, allora si dovrebbe cercare un nuovo premier. da Pd, M5s, Leu e Iv.

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Intanto, Matteo Renzi ha chiarito che da parte di Italia Viva non c’è alcun veto né per questa maggioranza né per una eventuale maggioranza in forma diversa. L’unica certezza, è cambiare il Presidente del Consiglio. “Non c’è un solo nome per palazzo Chigi”, ha detto il leader di Italia Viva. E chi, allora, potrebbe sostituire Giuseppe Conte? . Secondo il Corriere della Sera, uno dei nomi che starebbe circolando in queste ore turbolente sarebbe quello di Luciana Lamorgese. Mentre La Stampa riferisce il nome e cognome di Mario Draghi. Il terzo nome è quello di Marta Cartabia, Presidente della Corte Costituzionale.

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Un nuovo patto di legislatura

Intanto, però, Matteo Renzimira ad un nuovo patto di legislatura che vada avanti fino al 2023; alternativa che gli permetterebbe di avere un posto per Maria Elena Boschi. Il senatore di Iv non avrebbe poi intenzione di sostituire Domenico Arcuri e ancora, nel nuovo governo secondo Renzi, dovrebbero entrare i leader dei maggiori partiti, compreso Nicola Zingaretti che però ribadisce il suo appoggio a Giuseppe Conte. Al momento, quindi, la strada del voto anticipato è illusoria, così come improbabile appare la possibilità che il premier Conte possa andare avanti con il gruppo dei responsabili. Ricapitolando, le strade più probabili sono 3: un governo Conte ter, un esecutivo con la stessa maggioranza ma con un altro premier, oppure un governo istituzionale.