Matteo Renzi apre la crisi di governo, ma “nessuna pregiudiziale a Conte Premier”

Matteo Renzi, dopo aver aperto la crisi di governo, sostiene l’impossibilità di un accordo con il centrodestra.

“È molto più difficile lasciare una poltrona che aggrapparsi allo status quo”. Ha spiegato così, Matteo Renzi, la sua decisione di ritirare le ministre renziane dall’attuale esecutivo, aprendo formalmente la crisi di governo. Ma nessuno ha capito – o comunque lo hanno capito in pochi e neanche così chiaramente – cosa voglia davvero il leader di Iv. Ha fatto cenno del suo senso di responsabilità nel voler risolvere i problemi; ma, a dirla tutta, il suo agire in nome dell’interesse pubblico non pare così evidente. Un italiano su due, ad esempio, non ha capito i motivi che hanno spinto Matteo Renzi a rompere con l’attuale esecutivo. Ma le cose, ora, si complicano perché resta da capire cosa accadrà ora.

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Ma Renzi, intanto, rigetta le responsabilità e sostiene, al contrario, che la crisi politica sia stata aperta non da Italia Viva, ma proprio da Conte e che, tra l’altro, era già aperta da mesi. Poi, però, fresco di conferenza stampa, fa dei passi indietro ed alza le mani: “Non abbiamo pregiudiziali sul nome di Conte né sulle formule, l’unico paletto è che non andremo mai al Governo con le forze sovraniste e populiste della destra”. Ha lasciato quindi intendere che mai ci sarà un accordo col centrodestra, che invece spinge per il voto; ma che, nei riguardi di un Conte ter, non ci sono veti da parte di Iv. Eppure, la caduta di Giuseppe Conte era esattamente nelle intenzioni di Matteo Renzi che, in caso contrario, avrebbe cercato accordi e mediazione.

 

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Cosa succede, ora?

Se è vero che il Conte II è finito, non vuol dire che l’esperienza di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi sia terminata. L’alternativa più valida è quella della transizione ordinata, che inizierebbe proprio dalle dimissioni del Presidente del Consiglio. Si potrebbe quindi ricominciare con la stessa maggioranza ma con un accordo programmatico diverso. Il Conte ter è ciò su cui insiste il PD, che chiaramente ne avrebbe tutti i vantaggi. Spinge per il voto, invece, il centrodestra ( che anche ne avrebbe vantaggio). Gli ultimi sondaggi danno una coalizione formata da Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini al 50,5% delle preferenze. Una soglia altissima, con Lega primo partito d’Italia. Ma lo spettro delle elezioni fa paura anche perché, vista la nuova legge elettorale, molti parlamentari perderebbero posto.

Via libera, da parte di Iv, dunque a un governo con la stessa maggioranza o ad un governo istituzionale, senza escludere totalmente un passaggio all’opposizione. Ma, se questa maggioranza fosse confermata, Renzi chiarisce che “non c’è un solo nome per Palazzo Chigi”. E inoltre resta ancora un problema: “Perché non si prende il Mes? Mes vuol dire più fondi per la sanità, non prenderli per un motivo ideologico è inspiegabile, irresponsabile”.