Saluti romani al funerale del padre del sindaco: “Camerata presente”

Succede in Versilia. Saluti romani ai funerali del “Seardo” Adriano Giovannetti, 84 anni, padre del sindaco di Pietrasanta (Lucca). Polemiche per il gesto, ma l’esponente di Fdi si difende: “Non è una chiamata fascista o nostalgica. Il saluto del camerata si rifà al contesto militare”

Saluti romani al funerale del padre del sindaco: "Camerata presente"
Adriano Giovannetti – Fonte: Gazzetta di Viareggio

Un commiato accompagnato da saluti romani e dalla frase “Camerata Adriano… presente!”. Succede ai funerali di Adriano Giovannetti, 84 anni, titolare dell’agraria Seardo, nonché padre del sindaco di Pietrasanta (Lucca) Alberto Giovannetti. E’ quanto riportano oggi i quotidiani Il Tirreno e La Nazione nell’edizione di Viareggio-Versilia. I fatti sarebbero avvenuti attorno alle 17, al momento dell’uscita del feretro dal Duomo, davanti a una piazza gremita di persone. Tra loro anche molti esponenti di destra ed estrema destra, con i quali ogni anno Giovannetti si recava a Predappio alla tomba di Mussolini, spiega La Nazione.

Il saluto al “camerata”

A chiamare il “camerata presente” sarebbe stato Massimiliano Simoni, ex Msi e An, oggi in Fratelli d’Italia. “Ma prima che qualcuno si offenda per chissà cosa – ha detto Simoni alla stampa –, voglio chiarire che questa mia chiamata, così si definisce, non ha alcun significato nostalgico o fascista, ma semplicemente si rifà al contesto militare. Quando muore un militare, infatti, viene appunto salutato con la chiamata del presente per testimoniare che continuerà a vivere nella memoria di ognuno di noi. E il ricordo di Adriano Seardo Giovannetti per quello che ha rappresentato, per la sua coerenza, per i suoi ideali resterà sempre presente in tanti di noi“.

Saluti romani al funerale del padre del sindaco: "Camerata presente"

Alcuni hanno paragonato il gesto, che ha suscitato alcune polemiche, a quello recente dei consiglieri comunali di Cogoleto. Questi sono stati denunciati dalla Digos per violazione della legge Mancino dopo aver fatto il saluto romano in aula in occasione del Giorno della memoria.

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“Non vedo alcun nesso con quell’episodio – aggiunge Simoni alla Nazione –. E ricordo che ci sono interpretazioni normative e sentenze che hanno stabilito che non è reato fare il saluto romano se non c’è il pericolo di riorganizzazione di un nuovo partito fascista o se non ci sono finalità antidemocratiche e discriminatorie. Il camerata è un militante, come i soldati in caserma. Se poi qualcuno vuole dargli una connotazione negativa faccia pure: non abbiamo dato noia a nessuno“.