“Renzi? Nessuna responsabilità sulle relazioni internazionali”, dice Saviano

Ha definito l’Arabia Saudita un “baluardo contro l’estremismo islamico”, sottolineando che il Paese è “uno dei nostri alleati più importanti“. Le cose non stanno esattamente così e, come fa notare Roberto Saviano, Matteo Renzi non ha più alcuna responsabilità o ragione di Stato per gestire le relazioni bilaterali del Paese.

Mohammed bin Salam. Leader autoritario dell’Arabia Saudita. Secondo molteplici fonti, responsabile dell’uccisione del giornalista Jamal Khashoggi, dissidente ed opinionista del Washington Post. Sulla sua morte rimangono ad oggi molti punti oscuri ma la certezza è che ad ucciderlo sono stati in undici e, secondo molti, a mandarli potrebbe essere stato proprio Salam. Secondo un rapporto dell’ONU del 10 giugno 2019, redatto da Agnes Callamard, non ci sarebbero dubbi sul fatto che il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman sia responsabile dell’omicidio del giornalista. Su di lui, piovono diverse accuse ma Matteo Renzi non ne ha fatto cenno. Già, Matteo Renzi. Perché, come ormai è noto, il leader di Italia Viva lo ha incontrato e il video incontro ha avuto subito grande diffusione. Ed anche grandi critiche.

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Già, perché Matteo Renzi, nell’incontro-elogio con Salam, non ha fatto nessun riferimento all’omicidio del giornalista né alle altre voci, confermate dai fatti, che vedono il regime di Salam essere uno dei più repressivi in Arabia. Nessun riferimento, neanche, al trattamento dei lavoratori migranti. Ma proprio il basso costo del lavoro – che ha così spiegazione – è stato anzi elogiato da Matteo Renzi che ha riferito di provarne invidia. L’Arabia sarebbe, secondo Renzi, “uno dei nostri alleati più importanti”. Inoltre, il leader di Iv ha definito l’Arabia il “centro di un nuovo Rinascimento”, nonostante si tratti di un regime autoritario. Non una parola sui diritti delle donne nel Paese; sulla gestione dei dissidenti politici da parte del regime; sull’assenza di libertà di espressione e di stampa.

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Nessuna ragione di Stato

A vederla così, insomma, il senatore sembra aver descritto un’Arabia illusoria che molti faticano a vedere. “Temo che sia un argomento per attaccarmi personalmente, non riuscendo a rispondere sui contenuti”, si è difeso Matteo Renzi in un’intervista con il Corriere della Sera rivendicando quindi la sua presenza a Riyad. Pronta, la replica di Roberto Saviano che, su Facebook, ha fatto notare che Renzi non ha più la responsabilità di gestire le relazioni internazionali dell’Italia. Quindi, a quale titolo si è assunto l’onere di presenziare all’evento? Tra l’altro, fa notare ancora l’autore di Gomorra, essendo Matteo Renzi senatore, “non è nemmeno un privato cittadino libero di accettare incarichi a pagamento da chiunque”.

Ed è proprio da Saviano che arriva l’appello, indirizzato a Renzi, di lasciare la vita pubblica del Paese. “Matteo Renzi è un Senatore della Repubblica Italiana, non un ex politico in pensione, non un personaggio secondario che possa permettersi di essere al soldo di chiunque, soprattutto di un principe che silenzia i suoi oppositori condannandoli a morte”, scrive nel post. E se Renzi è ancora pagato dallo Stato italiano per il suo lavoro, allora dovrebbe farlo in modo dignitoso e nel rispetto dei valori costituzionali, “dai quali non mi pare sia riconosciuta la possibilità di fare a pezzi gli oppositori politici in sedi diplomatiche, come è accaduto al giornalista del Washington Post Jamal Kashoggi”, conclude Saviano.