Governo Draghi, chi vuole aprire e chi vuole chiudere: le linee inconciliabili della maggioranza

Il Governo Draghi si divide tra chi spinge per le riaperture e chi, invece, segue la scia del lockdown e delle chiusure.

A Palazzo Chigi ci sono due linee di pensiero. Da un lato, la linea dei rigoristi. Sono quelli che, da tempo, sostengono la necessità di chiusure e di limitazioni per arginare la curva di contagio del Coronavirus. Soluzione in atto per qualche tempo ma che, ad oggi, non ci ha ancora portato da nessuna parte anche se, forse, ci ha evitato di finire peggio di così. Dall’altra, c’è chi invece segue una linea più “morbida”, leggera, che permetta qualche concessione in più a seconda dei casi. E’ sulla prima linea che tornano in questi giorni molti esponenti del Comitato tecnico scientifico, secondo cui l’attuale sistema dei colori e delle fasce a seconda delle aree di rischio non può funzionare, specie in relazione alla diffusione delle varianti e all’aumentare dell’Indice di contagio.

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A tornare sul lockdown è stato Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza per l’emergenza coronavirus e che spinge proprio sul pentastellato per fargli seguire la strada da lui indicata. “Si raccomanda di intervenire al fine di contenere e rallentare la diffusione della variante VOC 202012/0 (quella inglese, ndr), rafforzando/innalzando le misure in tutto il Paese e modulandole ulteriormente laddove più elevata è la circolazione, inibendo in ogni caso ulteriori rilasci delle attuali misure in atto“, ha affermato l’Istituto superiore di sanità nello studio sulla variante inglese in Italia relativo all’indagine svolta lo scorso 4-5 febbraio. D’accordo con l’esperto anche altri del mondo scientifico; in disaccordo, però, ci sono i politici.

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“Basta lockdown”

Il leader della Lega Matteo Salvini, ad esempio, insiste per riaprire dove è possibile i ristoranti anche la sera. D’accordo con lui anche il Ministro pentastellato Patuanelli . La linea rimane la medesima: interventi mirati e specifici, che vadano a risolvere un singolo problema in una singola zona, senza estendere le limitazioni. Stesso discorso per quanto riguarda palestre, impianti sportivi, oratori, istituti culturali , settori che da tempo vivono di limitazioni e di restrizioni. Contraria ad un lockdown totale anche Giorgia Meloni che, alla proposta di Ricciardi, ha così risposto: “La proposta è surreale. Se dopo un anno e più siamo ancora a parlare di lockdown totale, significa che la politica di lotta alla pandemia è stata totalmente fallimentare”. Su Twitter, anche il governatore della Liguria Giovanni Toti ha attaccato Ricciardi, così come Stefano Bonaccini, Presidente dell’Emilia Romagna, ha seguito la scia di Salvini e Patuanelli.