Vaticano, è una donna il nuovo segretario generale della Pontificia Università Lateranense

Vaticano, Immacolata Incocciati diventa Segretario Generale della Pontificia Università Lateranense. Aumentano le figure femminili nominate da Bergoglio, a cui viene proposto di ricoprire ruoli di spicco nella Chiesa.

Immacolata Incocciati
Immacolata Incocciati diventa Segretario Generale della Pontificia Università Lateranense – meteoweek.com

Aumentano le figure femminili all’interno del Vaticano. Papa Francesco ha infatti nominato Segretario Generale della Pontificia Università Lateranense Immacolata Incocciati, che già dal settembre 2019 ricopriva la carica come facente funzioni. Si tratta, inoltre, della prima volta che tale nomina compare sul Bollettino Ufficiale della Santa Sede.

Incocciati si unisce dunque alle ultime due figure femminili che sono entrate nelle stanze della Santa Sede, assumendo cariche direttive. Si tratta, lo ricordiamo, di suor Nathalie Becquart, religiosa saveriana francese di 51 anni che è diventata pochi giorni fa sottosegretaria al Sinodo dei vescovi; ma si parla anche di Catia Summaria, la prima donna ad assumere il ruolo di promotore di giustizia della Corte d’Appello dello Stato della Città del Vaticano.

Verso una “presenza più incisiva” delle donne nella Chiesa

La direzione di Papa Francesco pare dunque chiarissima: “basta maschilismo“, e sì alle pari opportunità per le donne di ricoprire ruoli chiave all’interno delle mura Vaticane. Già ad agosto 2020 il Pontefice aveva inserito nel Consiglio per l’Economia sei donne, tutte laiche, scelte tra professoresse universitarie e manager di spicco nella finanza. E ancora, come membro del Consiglio direttivo dell’Autorità di Informazione Finanziaria (Asif), Bergoglio aveva fatto il nome della professoressa Antonella Sciarrone Alibrandi, Pro-Rettore Vicario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Francesca Di Giovanni, invece, è stata selezionata come prima donna dirigente nella Segreteria di Stato, a ricoprire il ruolo di sottosegretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati. Come Capo Ufficio presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, invece, Bergoglio ha scelto Raffaella Vincenti.

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“Quello che mi preoccupa è la persistenza di una certa mentalità maschilista (machista), anche nelle società più avanzate, nelle quali si consumano atti di violenza contro le donne, vittime di maltrattamenti, di tratta e lucro, così come ridotte a oggetti in alcune pubblicità o nell’industria dell’intrattenimento”, scriveva Bergoglio non molto tempo fa nel prologo del libro “Dieci cose che Papa Francesco propone alle donne (Publicaciones Claretianas)”. Testo in cui, chiaramente, il Pontefice aveva riflettuto anche sul ruolo delle donne nella Chiesa.

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“Mi preoccupa che nella Chiesa stessa, il ruolo del servizio a cui ogni cristiano è chiamato scivola, nel caso delle donne, a volte, nei ruoli più di servitù che di vero servizio“. Per il Pontefice diventa allora importante permettere alle donne di ottenere “una presenza più incisiva” nella Chiesa, in tutti i livelli: sia nei ruoli decisionali, sia nelle comunità e nelle famiglie cristiane, dove ancora sopravvivono “culture maschiliste”.