Lo sguardo di Gesù | Il Vangelo di oggi Giovedì 4 Marzo 2021

Ogni volta che guardiamo negli occhi un fratello nel bisogno, lì c’è lo sguardo di Gesù che ci sta dando la possibilità di consolarlo. Non sprechiamola.

Occhi bambino povero
Lo sguardo di Gesù | Il Vangelo di oggi Giovedì 4 Marzo 2021 – meteoweek.com

La Liturgia di oggi Giovedì 4 Marzo 2021

  • GIOVEDÌ DELLA II SETTIMANA DI QUARESIMA

Scrutami, o Dio, e conosci il mio cuore;
vedi se percorro una via di iniquità
e guidami sulla via della vita. (Cfr. Sal 138,23-24)

Prima Lettura

Maledetto chi confida nell’uomo; benedetto chi confida nel Signore.
Dal libro del profeta Geremìa
Ger 17,5-10

Così dice il Signore: «Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, e pone nella carne il suo sostegno, allontanando il suo cuore dal Signore. Sarà come un tamerisco nella steppa; non vedrà venire il bene, dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.

Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua fiducia. È come un albero piantato lungo un corso d’acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi, nell’anno della siccità non si dà pena, non smette di produrre frutti.

Niente è più infido del cuore e difficilmente guarisce! Chi lo può conoscere? Io, il Signore, scruto la mente e saggio i cuori, per dare a ciascuno secondo la sua condotta, secondo il frutto delle sue azioni».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale – Dal Sal 1

R- Beato l’uomo che confida nel Signore.

Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte. R.

È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene. R.

Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina. R.

Il Vangelo di oggi Giovedì 4 Marzo 2021

Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 16,19-31

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.

Mano povero

Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma.

Ma Abramo rispose: Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi. E quello replicò: Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli.

Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui replicò: No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti».

Parola del Signore

Lo sguardo di Gesù | Il Vangelo di oggi Giovedì 4 Marzo 2021

Gesù in questo Vangelo indica che c’è un confine che non si può sorpassare tra bene e male, tra paradiso e inferno. Esse sono dimensioni in qualche modo anche dell’anima,  del proprio vivere interiormente il rapporto con Dio: una lontana e una vicina a lui. Ovviamente sono legate al vissuto sulla terra, ma in maniera opposta a quello che pensiamo. Infatti, chi su questa terra ha ricevuto, come dice Gesù, “i suoi beni” vivendo però molto lontano dalla carità e da Dio, non potrà accede alla consolazione del paradiso. Invece, chi avrà sofferto in qualche modo la mancanza, la mancanza di Dio oltre che a tanto altro, sarà da Dio consolato.

Ovviamente, non è tutto così semplice e immediato e nessuno può giudicare se non Dio. Infatti, se è vero che è più facile che un cammello passi nella cruna di un ago che un ricco entri nel Regno dei Cieli, è vero anche che a Dio nulla è impossibile.

Può bastare poco per salvarsi

Questo Vangelo ribalta il nostro modo di pensare e ci fa riflettere su un fatto molto importante: non tutto è oro quel che luccica e non è vero che l’uomo è favorito da Dio nella dimensione in cui “tutto gli va o gli riesce bene”. Dio a volte permette grandi sofferenze proprio per poterci consentire, tramite la sofferenza, di avere meriti sufficienti per la vita eterna. In che senso?


Il commento al Vangelo di ieri


Gli agi possono infiacchire l’anima, facendole dimenticare le priorità e la bellezza della piccole cose, il rispetto vero del prossimo e la allontanano a poco a poco da Dio, perdendo l’uomo in un vortice di superbia e bramosia; mentre invece le sofferenze smussano gli angoli del cuore, lo inteneriscono, lo fanno restare vivo e non desensibilizzato. Tutto questo è un grande mistero, che possiamo capire però ogni volta che guardiamo negli occhi un nostro fratello nella sofferenza e nel bisogno: nei suoi occhi c’è qualcosa che brilla, che è lo sguardo di Gesù che ci sta dando la possibilità di consolarlo. Non sprechiamola.