Coronavirus, la Germania vive il lockdown più duro dall’inizio della pandemia

La Germania ha esteso il lockdown fino al 18 aprile e vive la chiusura più dura dall’inizio dell’epidemia. In vista di Pasqua, inoltre, sono state inasprite le misure restrittive per tentare di contenere la curva di contagio del Coronavirus. 

Il Regno Unito blinda le frontiere, l’Europa è ormai travolta dalla terza ondata, l’Italia va a rilento nelle vaccinazioni e la Germania inasprisce le misure preoccupata dalla diffusione delle varianti. Al termine dell’ennesimo confronto con le varie forze in campo durato ben 12 ore, sono state infatti inasprite le misure restrittive tra il 1° e il 5 aprile, nel periodo di Pasqua. Le visite private saranno limitate a un massimo di cinque persone, di cui una esterna al nucleo familiare e ad esclusione dei minori di 14 anni. Divieto di uscire, chiusi i negozi, gli alimentari saranno aperti soltanto nella giornata di sabato 3 aprile. Inoltre, potrebbero chiudere anche le Chiese. Le autorità federali e locali chiederanno di celebrare le messe soltanto online.

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Fra le altre misure decise dal governo tedesco, l’uso della mascherina in auto quando si trasporta un passeggero non appartenente alla famiglia; l’obbligo di effettuare test rapidi in situazioni in cui non è possibile rispettare il distanziamento; divieto di assembramenti all’aperto. Se l’incidenza settimanale aumentasse, verrebbero sospese le riaperture decise l’8 marzo scorso. Secondo il Robert Koch Institut, è ora a 108 nuovi casi per 100 mila abitanti. Nelle ultime 24 ore ci sono stati in Germania 7500 nuovi contagi con 250 decessi. Il lockdown resta in vigore fino al 18 aprile ed è quello più duro affrontato dalla Germania fin dall’inizio dell’epidemia. 

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“Un virus più letale e più contagioso” 

Siamo sostanzialmente di fronte a una nuova pandemia, un nuovo virus dello stesso tipo ma con caratteristiche completamente diverse: più letale, più contagioso, per più lungo tempo”, ha detto la cancelliera Merkel, riporta Il Corriere della Sera. In particolare, la circolazione della variante inglese ha peggiorato la situazione, mettendo sotto pressione il sistema sanitario. Prosegue a rilento la campagna vaccinale, che ha visto appena il 9% della popolazione ricevere almeno una prima dose e poco più del 4% anche la seconda.

La Germania soffre la scarsa disponibilità di vaccini e una cattiva gestione della campagna. Sul caso AstraZeneca, la Merkel ha detto di trovarsi d’accordo con la Commissione europea che ha minacciato di bloccare le esportazioni del vaccino anglo-svedese prodotte in Europa, se la casa farmaceutica continuerà a non rispettare le consegne promesse all’Ue. Ciò nonostante, la cancelliera ha detto no al divieto di export generale delle dosi, che interromperebbe la catena di distribuzione.