Elodie, Michele Bravi e Fedez in difesa della legge Zan

Il mondo della musica ruggisce sui social network per difendere il disegno di legge contro l’omobitrasnfobia.

Fedez Elodie Michele Bravi

Dopo l’approvazione alla Camera avvenuta a novembre, il ddl contro l’omotransfobia (meglio conosciuto come “legge Zan” dal cognome del relatore Alessandro Zan, deputato del Pd) è tornato al centro del dibattito politico. Il provvedimento, se approvato, istituirebbe il carcere per chi commette atti di discriminazione fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità. Purtroppo, però, il disegno di legge è stato bloccato.

Il Centrodestra blocca il ddl Zan

Proprio in queste ore si attendeva la calendarizzazione dei lavori al Senato, ma alla Commissione Giustizia il Centrodestra formato da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, ha di fatto bloccato il disegno di legge voluto da Pd e M5s, sostenuto da Italia Viva e Leu. Il motivo? Pare che secondo il senatore Simone Pillon il ddl Zan non sia da considerarsi una priorità. Accanto all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo da più di un anno, pare che una parte della politica sia disposta a sacrificare i meno tutelati, ributtando sotto il tappeto tutti gli episodi di violenza che si sono susseguiti in Italia… e non solo nell’ultimo anno.

Pillon

Il mondo della musica in rivolta

Tra i tanti che hanno criticato la mossa del Centrodestra, il blocco contro la legge Zan ha suscitato una forte reazione da parte di una larga fetta del panorama artistico italiano. La prima a intervenire è stata la cantante Elodie, da sempre in prima linea nella lotta per i diritti della comunita LGBTQI+. Sui social network ha tuonato: “Siete indegni, questa gente non dovrebbe essere in parlamento. Questa gente è omotransfobica”. Subito dopo anche Fedez ha ribadito la necessità di una legge contro l’omobitransfobia, la misoginia e l’abilismo. In una serie di stories pubblicate sul suo profilo Instagram, il rapper milanese ha dichiarato: “Ho un figlio di tre anni che gioca con le bambole e non desta alcun turbamento in me, non succederebbe nemmeno se sentisse l’esigenza di mettersi il rossetto o lo smalto: ha diritto di esprimersi come crede. La cosa che mi destabilizzerebbe un po’ è sapere che vive in uno Stato che non tutela il suo sacrosanto diritto di esprimersi in piena libertà, cercando di arginare dinamiche discriminatorie e violente che molto spesso si verificano in questo Paese. Questa è una priorità”.

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Le parole di Michele Bravi

In difesa dell’iter legislativo del disegno di legge Zan si è schierato anche Michele Bravi, da sempre sensibile da sempre al tema. “Dover affermare la necessità di una legge che difenda da atti discriminatori e violenti è dire un’ovvietà”, spiega il cantante, “Eppure si continua ad affrontare l’omotransfobia come un atto archiviato e risolto. E questo è pericoloso e imprudente. Quando si parla di diritti umani non c’è un ‘più importante’ o un ‘meno importante’, esiste solo la speranza di chi affida nelle mani dello Stato la necessità di riconoscere una protezione alla propria libertà e quindi dar modo ad un disegno di legge di attuarsi concretamente senza interruzioni ingiustificate”.

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