Mattarella: inizia la bagarre politica per il suo successore

Mattarella: “Tra otto mesi mi posso riposare”. Scatta la corsa al Quirinale: un grande gioco politico tra Centrodestra, Centrosinistra e Mario Draghi

Mancano due mesi al semestre bianco, il periodo in cui il Presidente della Repubblica in carica non può sciogliere il Parlamento. Mattarella si prepara per il pensionamento, come da lui stesso confermato. “L’attività è impegnativa ma tra otto mesi il mio incarico termina, come sapete il presidente della Repubblica resta in carica sette anni, io sono vecchio, tra qualche mese potrò riposarmi” ha detto Sergio Mattarella incontrando i ragazzi dell’Istituto Comprensivo Fiume Giallo-Scuola Primaria Geronimo Stilton di Roma. Il PdR esclude quindi una possibilità di rielezione, cosa avvenuta solo una volta nella storia della Repubblica con Giorgio Napolitano. Secondo mandato che durò però solo il tempo di far rientrare la crisi p0litica del 2013 quando il Parlamento si trovò congelato sia sul nome del successore sia sulla formazione del governo.

Da mesi le coalizioni di Centrodestra e Centrosinistra sono in fermento per trovare la quadra sul nome del successore. In molti danno già per scontata la scelta di Mario Draghi come nuovo Presidente che concluderebbe così il suo mandato da premier, nomina avvenuta sia per l’alta considerazione di cui gode in Europa per la formulazione di un Recovery Plan che fosse all’altezza, sia per portare avanti il piano di riforme necessario a ottenere il fondi europei. Un piano che, stando allo stesso Draghi, si dovrebbe concludere entro l’autunno, in concomitanza con la conclusione del piano nazionale vaccinale.

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Ma è davvero così scontata l’elezione di Draghi al Colle? Il largo consenso di cui deve godere un presidente per essere eletto la rendono una votazione estremamente complicata in cui negli anni non sono mancate grandi sorprese e momenti di crisi politiche. Come già affermato da Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia non vede di buon occhio l’attuale Presidente del Consiglio ed è improbabile che lo voti. Salvini e la Lega sono possibilisti sia per la mancanza di una alternativa che possa trovare sponda negli altri partiti ma soprattutto perché sperano che l’uscita di scena di Draghi apra le porte di Palazzo Chigi al leader del Carroccio, passando oppure no per elezioni poco importa. Una trappola di cui sono ben coscienti M5S e Pd. Partito Democratico che ha poche carte da giocare, avendo già bruciato il nome di Prodi sette anni fa. Altri “papabili” sebbene poco probabili sarebbero Pierferdinando Casini, da tempo fuori dalla politica che conta, e Walter Veltroni, personalità però troppo schierata verso il Centrosinistra. Forza Italia continua a proporre Silvio Berlusconi ma le condizioni di salute del Cavaliere sono continuamente in discussione, inoltre sarebbe una personalità troppo discutibile per credere seriamente nella possibilità di vederlo al Colle.

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Il nome a sorpresa potrebbe quindi essere quello di una donna ovvero Marta Cartabia, già prima presidente donna della Corte Costituzionale e attuale Ministra della Giustizia. Un profilo di alto livello che vedrebbe il favore dello stesso Draghi che porterebbe così il suo ruolo fino alla scadenza naturale della Legislatura nel 2023.