Il ministro Speranza non si è ancora vaccinato. Bassetti: “Scandaloso”

L’infettivologo Bassetti accusa il Speranza per non essersi ancora vaccinato. “La campagna vaccinale è iniziata il 27 dicembre, cosa devono pensare le persone?

Il ministro della Salute Roberto Speranza in un’intervista al quotidiano La Stampa ha detto che non si è ancora vaccinato contro Covid-19 ma lo farà tra pochi giorni dal proprio medico di famiglia. Una dichiarazione che ha lascito molte persone persone perplesse, in primis Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova.

Il fatto che il ministro della Salute non sia vaccinato è scandaloso – dichiara Bassetti -. Primo perché mi pare che come età rientri in quella fascia di popolazione che doveva vaccinarsi e secondo perché doveva dare l’esempio con AstraZeneca, che i suoi tecnici avevano tanto raccomandato. Un ministro della Salute che non si vaccina durante la più grande campagna vaccinale della storia è allucinante e forse dovrebbe dimettersi“.

LEGGI ANCHE: Covid, Pani: “Incomprensibile decisione Aifa su mix vaccini, studi e dati deboli”

Siamo al 16 giugno e la campagna vaccinale è iniziata il 27 dicembre, cosa devono pensare le persone? Poi uno si chiede perché veniamo attaccati noi medici sui social – rimarca Bassetti – La gente scarica su di noi la rabbia perché vede che un ministro quarantenne ancora non si è vaccinato. Mentre doveva essere il primo a metterci il braccio. Personaggi pubblici con un ruolo nella sanità, come un ministro, dovrebbero dare l’esempio in un momento così difficile. Avrà seguito i canali ufficiali, ma è un fatto di opportunità“.

LEGGI ANCHE: Scuola, il ministro Bianchi: supplenze ed assunzioni entro fine agosto

Bassetti commenta poi le parole di Luca Pani, ex direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa, che ritiene l’autorizzata data dall’Aifa di fare un mix di vaccini “incomprensibile e irrazionale“. “Ho letto quanto scritto oggi da Luca Pani, ma io non sarei così critico con l’Aifa. Il mix di vaccini è stato autorizzato in altri Paesi, il Canada e la Germania: non si tratta di dire che si dovrà fare sempre così, ma se in Italia si dovesse avere un cambio di destinazione di un vaccino si può fare la seconda dose con un vaccino diverso. Gli studi, seppur preliminari, mi pare dicano che si possa fare. In medicina è corretto cambiare se si modificano le evidenze scientifiche, quindi non ci trovo nulla di male in quello che ha fatto l’Aifa. I vaccini anti-Covid li conosciamo da otto mesi ed è giusto confrontarsi con nuove evidenze“, ha concluso Bassetti.