Teodosio Losito, i misteri della morte dello sceneggiatore suicida

Il caso dello sceneggiatore morto suicida si tinge di giallo: indagato il produttore televisivo Alberto Tarallo, suo ex compagno. Si ipotizza l’istigazione al suicidio

Il produttore della Ares Film, Alberto Tarallo, è indagato per istigazione al suicidio nell’ambito della inchiesta sulla morte di Teodosio Losito, sceneggiatore e suo compagno, avvenuta l’8 gennaio 2019. In questi ultimi tre mesi in procura sono stati ascoltati gli attori della Ares film che hanno vissuto da protagonisti la stagione della casa di produzione, e in particolare Gabriel Garko, Nancy Brilli, Eva Grimaldi, Manuela Arcuri.

Losito era nato a Roma il 17 aprile del 1965. Produttore televisivo e sceneggiatore di successo, dall’inizio degli anni Duemila aveva costruito con Tarallo una coppia e un sodalizio artistico da cui era nato un genere prima sconosciuto: quello delle serie «rosa ultra pop» di Mediaset. Un filone fatto di titoli come «L’onore e il rispetto», «Il bello delle donne», «Caterina e le sue figlie», «Il peccato e la vergogna», «Io ti assolvo», «Baciamo le mani», seguitissimi dal pubblico televisivo. Nel 1987 Losito aveva partecipato al Festival di Sanremo, nella categoria Nuove Proposte, con il brano «Ma che bella storia…», senza però ritagliarsi un ruolo significativo all’interno del mercato discografico. Successivamente aveva partecipato al Festivalbar con la canzone «Direttamente al cuore», scritta da Cristiano Malgioglio. Nel 1995 e nel 1996 aveva infine lavorato come attore di fotoromanzi per il magazine «Grand Hotel». Poi, dal 2001, la carriera di sceneggiatore di successo delle fiction Mediaset. Una carriera proseguita fino all’anno della sua morte, il 2019.

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Lo sceneggiatore è stato trovato impiccato con una sciarpa della madre, morta un paio di anni prima, a un termosifone del bagno — «di quelli alti, una cosa tremenda», ha riferito il press agent del cinema italiano Enrico Lucherini — della sua villa di Zagarolo (Roma). La morte di Losito nasconde anche una battaglia su cui pende una causa civile che coinvolge il fratello dello sceneggiatore, Giuseppe, e l’ex compagno Tarallo e che vede al centro il patrimonio dello sceneggiatore e la polizza vita da 300 mila euro. Da un lato Tarallo sarebbe il beneficiario dell’eredità milionaria e l’intestatario — avrebbe prodotto a tal fine una mail per dimostrarlo — della polizza vita di Losito, a copertura di un prestito di 300 mila euro che il produttore avrebbe anticipato allo sceneggiatore in un momento di difficoltà economica. Giuseppe Losito sostiene a sua volta di essere lui il titolare dell’assicurazione e ha a sua volta prodotto dei documenti che lo comproverebbero. E che quei soldi Teodosio, affezionatissimo alla nipote adolescente, li avrebbe promessi per provvedere economicamente ai suoi studi fino all’università, salvo poi non lasciare niente di intestato alla giovane.

A riportare in auge il nome di Todosio Losito è stata Adua Del Vesco, ex concorrente del «GF Vip» ed ex fidanzata di Gabriel Garko, prima del coming out del celebre attore televisivo. Durante una puntata del reality, Del Vesco ha rivelato all’ex compagno Massimiliano Morra, anche lui ospite nella «Casa» del «Grande Fratello», che dietro alla morte dello sceneggiatore ci sarebbe una «setta satanica». «Se fossi rimasta, avrei fatto la sua fine — ha riferito Del Vesco rivolta all’ex compagno Morra —. Tu non immagini cosa ho passato! Ero veramente sola, con il suo gesto Teo ha liberato anche me, altrimenti oggi non sarei più qui… che poi io non ci credo che sia stato un suicidio, sai? Tanto sappiamo bene chi è l’artefice di tutto questo schifo…».

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La «setta», che in molti sul web hanno indicato come la Ares Film (oggi Numerochiuso Agency), avrebbe privato i suoi talenti della propria libertà personale, costringendoli a tagliare contatti con familiari e amici e a vivere in un posto isolato, tutti insieme. Luogo dal quale Adua sarebbe scappata in piena notte. Sulle confidenze di Del Vesco al suo ex compagno si sarebbe dunque appuntato l’interesse degli investigatori, che hanno poi ascoltato le testimonianze di altri attori della scuderia Ares: Nancy Brilli, Giuliana De Sio, Gabriel Garko i più celebri.