Scuola, si lavora a ipotesi obbligo di Green Pass per docenti e personale

Il governo prosegue il confronto sulle nuove estensioni dell’obbligo di Green Pass: si resta in attesa della cabina di regia e del Cdm, in programma domani, mentre proseguono le interlocuzioni su scuole e trasporti. Sul tavolo, un eventuale obbligo di Green Pass per docenti e personale scolastico, e l’obbligo di Green Pass per i mezzi di trasporto a lunga percorrenza. Ancora una volta, la maggioranza dovrà conciliare il parere nettamente favorevole di chi, come Speranza, ritiene di dover tenere alta la guardia, e il parere nettamente contrario di chi, come Salvini, in tema di obbligo vaccinale ha sempre parlato di cautela e libertà di scelta. 

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MeteoWeek.com (Photo by Diana Bagnoli/Getty Images)

Prosegue all’interno del governo il confronto per trovare una quadra su estensione dell’obbligo di Green Pass e obbligo vaccinale in specifici luoghi di lavoro. Ricordiamo che in base allo scorso decreto, dal 6 agosto sarà necessario presentare Green Pass per consumare al tavolo in un ristorante al chiuso e per accedere ad altri luoghi aperti al pubblico (palestre, piscine, centri termali, cinema, teatri, sale da concerto, stadi o palazzetti sportivi, eventi, convegni e congressi). Ora il governo cerca una sintesi su questioni volutamente lasciate irrisolte nello scorso decreto, come scuola e trasporti, in attesa della cabina di regia e del Cdm di domani che dovrebbe affrontare gli ultimi nodi. Sulla scuola, la linea di Mario Draghi e del ministro dell’Istruzione Pietro Bianchi si fa sempre più netta: la priorità assoluta va data al rientro in presenza a scuola, in sicurezza. In questa prospettiva si lavora all’ipotesi di applicare l’obbligo di Green Pass anche ai professori e personale scolastico, studenti esclusi. Per quanto riguarda i trasporti, invece, il governo lavora all’ipotesi di obbligatorietà di Green Pass per salire su aerei, treni e navi dal 1 settembre.

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Dubbi e contrasti

Ancora da sciogliere, invece, il nodo del trasporto pubblico locale, quello che più preoccupa i cittadini ma che potrebbe andare incontro a diverse criticità in caso di estensione dell’obbligo di Green Pass. L’insieme di queste decisioni, ad ogni modo, dovrà confrontarsi con la forte contrarietà della Lega, che nella giornata di ieri ha depositato in commissione Affari sociali alla Camera 916 proposte di modifica sui 1.300 emendamenti complessivi all’ultimo decreto sul Green Pass. Si tratta di questioni che, oltretutto, andranno risolte rapidamente per assecondare le intenzioni del governo: far entrare in vigore il nuovo decreto insieme al precedente, a partire dal 6 agosto.

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Obbligo di Green Pass a scuola?

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MeteoWeek.com (Photo by Diana Bagnoli/Getty Images)

Per farlo, sarà appunto necessario sciogliere le ultime riserve sulla scuola, mettendo a punto il protocollo per consentire di mantenere il più possibile la didattica in presenza: torneranno distanze e mascherine, ma questa volta si aggiungerà – probabilmente – l’obbligo di Green Pass per docenti e personale scolastico, estendendo alle aule scolastiche quanto già previsto per medici e infermieri. Il governo potrebbe prendere questa decisione anche in virtù delle alti percentuale di vaccinati in ambito scolastico (l’82% ha già ricevuto la prima dose): in quest’ottica, un eventuale obbligo assumerebbe un peso politico meno invasivo. Un peso politico ad ogni modo non indifferente, che sta già ricevendo una forte opposizione da parte del leader della Lega Matteo Salvini. Gli studenti dovrebbero essere dispensati dall’obbligo di Green Pass, e anche su questa decisione influisce la percentuale di vaccinati: la fascia 12-29 anni – stando alle previsioni di Figliuolo – a settembre dovrebbe essere ampiamente vaccinata. Con queste armi, la didattica a distanza dovrebbe esser quanto meno rimandata il più possibile: nelle zone bianche e gialle potrebbe restare la didattica in presenza, mentre nelle zone arancioni e rosse spetterà ai sindaci decidere quando e dove chiudere le scuole.

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Tamponi e lavoro

Intanto il governo lavora anche alla riduzione dei prezzi dei tamponi, come già annunciato dal commissario Figliuolo: quelli rapidi, ad esempio, dovrebbero scendere da 22 euro a 15 euro. Stando al presidente del Friuli Fedriga riportato dal Corriere, il protocollo prevede “circa un dimezzamento e per determinate categorie, come i minori, si ridurrà ulteriormente e ci sarà un contributo dello Stato”. Il confronto però non finisce qui, e lascia indietro il dossier sugli altri luoghi di lavoro, al di là della scuola. L’obbligo di Green Pass nei luoghi di lavoro non dovrebbe rientrare nel prossimo decreto: manca un’intesa tra governo e sindacati, che sottolineano il rischio che possa essere utilizzato per licenziare o demansionare, un’intensa sulla quale si lavorerà nei prossimi giorni per giungere, anche qui, a una sintesi.