“La ripartenza delle scuole non è gratis”: ecco quanto ci costerà, secondo Galli

Secondo l’esperto Massimo Galli, l’incognita trasporti unita ad altri fattori mette a rischio una riapertura delle scuole in sicurezza. 

La scuola ha ufficialmente preso il via in tutta Italia, con pochissime regioni che mancano ormai all’appello per lo squillo della prima campanella. Non è però ottimista Massimo Galli, direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano, che in un’intervista a Il Fatto Quotidiano si è lasciato andare a qualche considerazione sulla riapertura. “Non possiamo non ricordare come la variante Delta sia molto più contagiosa della Alfa di SarsCov2 e come riesca a colpire molto più facilmente anche adolescenti e bambini, cioè proprio l’utenza della scuola. Difficile pensare di non ricorrere alla Dad con i trasporti pubblici combinati in questo modo”, ha detto l’esperto. “Tutti noi siamo molto convinti nel fare un discorso sull’importanza e la necessità della scuola aperta e non in Dad, ma credo che non sarà semplice tenere in piedi questo intendimento con questi chiari di luna. Sarebbe più utile estendere seriamente il Green pass introducendo importanti limitazioni di movimento per chi non lo ha a disposizione”, ha proseguito. “Facciamo tutti il tifo per la scuola in presenza, ma non c’è nulla di gratis. La riapertura delle scuole ci darà qualche problema e mi aspetto un aumento della diffusione delle infezioni” 

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Già, perché tra le tante incognite che pesano su una riapertura in piena sicurezza, ci sono proprio i trasporti.  Proprio il via libera sui trasporti locali, dove non sarà necessario esibire il green pass, preoccupa presidi, professori ed anche esperti secondo cui, la nuova circolazione di persone sui mezzi pubblici, in concomitanza con l’apertura delle scuole, potrebbe favorire il propagarsi di nuovi contagi. Secondo i sindacati, che già qualche giorno fa lanciavano l’allarme, i problemi si verificheranno soprattutto al Sud e nelle città metropolitane mentre a dirsi preoccupati dal passaggio al 100% di presenza in classe con l’80% di capienza sui mezzi di trasporto pubblico sono soprattutto i dirigenti scolastici che dicono no alle ipotesi di nuovi scaglionamenti.

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Le prime segnalazioni arrivano da Roma, dove già nei primi giorni di rientro si segnalano autobus e metro pieni. Situazione simile a  Bergamo e a Milano, nonostante la città possa contare su 200 mezzi in più per la ripartenza.  Potenziamento dei mezzi anche a Napoli, in vista del rientro di mercoledì, e a Torino, dove mezzo milione di studenti è tornato in classe senza disagi. Dalla Puglia, arrivano le lamentele della Preside del Liceo scientifico “Salvemini” di Bari, Tina Gesmundo, che lamenta le difficoltà legate agli ingressi e alle uscite scaglionati per evitare proprio il sovraffollamento degli autobus. A dicembre entrerà in vigore il software del Ministero che darà supporto ai mobility manager scolastici nella gestione dei flussi di spostamento tra casa e scuola. Ma basterà? Dopo più di un anno dallo scoppio della pandemia, sulla ripartenza manca ancora una linea univoca che permetta di agire in sicurezza. Fino ad oggi, si chiedono in molti, cosa è stato fatto? E, soprattutto, i trasporti saranno all’altezza della grande sfida che li attende?