Ma Giuseppe Conte è iscritto al Movimento 5 Stelle?

La domanda è attualmente senza risposta e un ricorso fa tremare i vertici del M5S. Intanto le amministrative saranno una sconfitta certa

Una domanda più che legittima per quanto possa sembrare ovvia: Giuseppe Conte è iscritto al Movimento 5 Stelle? L’ex-Presidente del Consiglio è stato eletto presidente del partito dopo una lunga diatriba interna solo un mese fa, ma già dopo la votazione plebiscitaria che gli ha dato più del 92% delle preferenze sono arrivate le grane legali con la notifica del ricorso giudiziario per l’annullamento del nuovo statuto del Movimento scritto da Conte e Grillo in cui, pare, ci siano diversi punti di illegittimità.

Tra le questioni contestate c’è anche quella dell’iscrizione di Conte. Secondo coloro che hanno presentato il ricorso, guidati dall’avvocato Lorenzo Borrè, c’è una clausola che prevede “l’esclusione dal diritto di voto degli iscritti da meno di sei mesi“. Inoltre non è ancora reso pubblico l’elenco degli stessi iscritti, ragion per cui non è possibile consultarlo per sapere se l’ex-premier risulta nelle liste del Movimento e da quanto.

Non sono iscritto al Movimento 5 stelle, non partecipo alle riunione del gruppo dirigente, non ho mai incontrato i gruppi parlamentari, definirmi dei 5 stelle mi sembra formula inappropriata” diceva Conte nel settembre del 2019. C’è quindi da essere sicuri che due anni fa “l’avvocato del popolo” non fosse presente negli elenchi pentastellati ed è quindi legittimo chiedersi se abbia ottemperato a questa mancanza, rendendo così inutile il ricorso presentato contro di lui.

LEGGI ANCHE: Green Pass esteso a tutti i lavoratori? Draghi tira dritto, Salvini frena

Il clima di servilismo e protezionismo che attornia Conte è enorme: esponenti pentastellati, servizio di sicurezza, collaboratori e pubblico che applaude a comando sono sempre pronti a intervenire per toglierlo dall’imbarazzo. Ma proprio ieri un giornalista del Il Foglio è riuscito ad avvicinarlo durante l’evento in sostegno della campagna elettorale di Virginia Raggi a Roma per porre la tanto agognata domanda: “Presidente, ma si è iscritto al Movimento 5 Stelle?“.

Evidente imbarazzo di Conte che si volta verso Luigi Di Maio, presente anche lui, per chiedere aiuto con lo sguardo. Il ministro degli Esteri risponde con un elusivo “Ma che domanda fai?! lasciando irrisolta la questione. L’evasività su una questione così delicata non lascia molti dubbi.

LEGGI ANCHE: Quote rosa, dopo Salvini interviene Eva Cantarella: “La parità tra uomo e donna? Un fenomeno mediatico”

Intanto Giuseppe Conte fa già i conti con la quasi certa déblacle elettorale del M5S alle prossime amministrative. “Il risultato di questo voto non potrà essere significativo per il Movimento, visto che il nuovo corso non ha ancora potuto dispiegare i suoi effetti. Quindi non potrà essere questo un banco di prova” risponde a chi gli chiede cosa farà in caso di sconfitta elettorale. Virginia Raggi non arriverà al ballottaggio, a Milano Layla Pavone è data tra il 3-5% (Conte ne sbaglia addirittura il nome in pubblico, confondendola con una pornostar) e Chiara Appendino ha rinunciato a ricandidarsi a Torino.

La sua nomina a presidente non spinge il Movimento nei consensi come sperato e l’alleanza con il Pd è a un punto irrisolto. I sondaggi danno il M5S intorno al 15%, ben lontano dai fasti di solo tre anni fa. L’era Conte potrebbe risultare molto più breve del previsto.