Trionfo del centrosinistra si apre il dibattito nel centrodestra. Sparito il M5S

Giorgia Meloni ammette al sconfitta e chiede un vertice di coalizione. Il M5S è quasi sparito in tutte le città dove si è votato

Queste amministrative segnano una vittoria netta per il centrosinistra e aprono una riflessione sulla qualità della proposta elettorale avanzata dal centrodestra. Il dato più significativo è il trionfo della coalizione guidata dal Pd di Enrico Letta in praticamente tutte le principali città italiane, Capitale compresa: Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna ma anche Ravenna, Caserta, Salerno, Cosenza, Isernia, Savona. Il centrosinistra vince anche in città dove tradizionalmente il centrodestra, e la Lega in particolare, sono molto forti come Milano e Varese, dove i sindaci uscenti Beppe Sala e Davide Galimberti sono stati confermati con ampi margini.

Il centrodestra in questo ballottaggio si consola con la sola vittoria di Trieste, con la conferma del sindaco uscente Roberto Di Piazza, e con il risultato consolidato già due settimane fa della Calabria. La sconfitta viene ammessa anche dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che sperava in una vittoria a Roma. In ogni caso FdI si afferma come primo partito della Capitale con il 17,4%, un risultato positivo ma che non gli permette di dare la sperata “spallata” a Matteo Salvini come capo della coalizione.

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Si deve riconoscere che il centrodestra esce sconfitto da queste elezioni amministrative. Ne siamo tutti consapevoli. Non riusciamo a strappare al centrosinistra le grandi città. Questo richiede una valutazione approfondita da parte del centrodestra” afferma Meloni in conferenza stampa per commentare il risultato. Secondo Meloni “rimane un tema che ci penalizza: i tre partiti della coalizione hanno 3 posizioni differenti. Nel momento in cui un pezzo del centrodestra governa insieme al centrosinistra è normale che questo renda difficile creare un’alternativa chiara e provochi il disorientamento nell’elettorato del centrodestra. Noi siamo stati penalizzati soprattutto nel secondo turno“.

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Meloni chiede subito un vertice con Salvini e Berlusconi per chiarire la linea politica del centrodestra, un vertice che potrebbe avere ripercussioni importanti anche sul Governo Draghi. Fratelli d’Italia ha scelto di non entrare nell’esecutivo mentre Forza Italia sostiene con decisione il Presidente del Consiglio che godE della profonda stima del Cavaliere. L’incognita è quella della Lega, con un Salvini sempre più isolato all’interno del suo partito. Il vice-segretario Giancarlo Giorgetti guida i membri del Governo che rimangono fedeli a Draghi, ma nel Carroccio è aperta la guerra per sfilare all’ex-ministro dell’Interno il comando del partito e la messa in discussione della sua leadership potrebbe portarlo a un colpo di coda per tentare di riconquistare consenso e stringere le maglie del suo cerchio magico.

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Ma se il centrodestra ammette la sconfitta e apre una riflessione interna, il vero disastro elettorale è del Movimento 5 Stelle. Il partito guidato da Giuseppe Conte perde le città di Torino e Roma e risulta irrilevante dove è in coalizione con il centrosinistra, mentre dove si è presentato da solo non ha raggiunto nemmeno il ballottaggio (uniche eccezioni le cittadine di Alcamo, in provincia di Trapani, Ginosa e Noicattaro in Puglia). Inevitabilmente, dopo Salvini, sulla graticola del proprio partito finirà anche l’ex-Presidente del Consiglio e “avvocato del popolo”.